Categoria: 📚 Quiz per argomento - Livello 3

Allenati soltanto sugli argomenti che vuoi ripassare.

L3-01-combustione

L3 - 01 Combustione: principi e triangolo del fuoco

1 / 11

Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste

2 / 11

La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di

3 / 11

Il combustibile è:

4 / 11

Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste

5 / 11

Il comburente è:

6 / 11

Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè:

7 / 11

Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste

8 / 11

In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore)

9 / 11

Si definisce combustione

10 / 11

Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere

11 / 11

Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-02-classi-incendio

L3 - 02 Classi di incendio

1 / 6

Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:

2 / 6

Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:

3 / 6

Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:

4 / 6

Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi:

5 / 6

Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:

6 / 6

Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-03-combustibili-stoccaggio

L3 - 03 Proprietà dei combustibili e stoccaggio

1 / 31

In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte

2 / 31

Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo:

3 / 31

In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati

4 / 31

L'acetilene è un tipo di gas che, in genere, viene conservato

5 / 31

Il campo di esplosività rappresenta:

6 / 31

Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione:

7 / 31

Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore:

8 / 31

Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può

9 / 31

I liquidi di categoria "B" sono

10 / 31

Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme):

11 / 31

La CO2 (anidride carbonica), in genere, viene conservata

12 / 31

Il Limite inferiore di esplosività è:

13 / 31

Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza

14 / 31

Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando:

15 / 31

I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri:

16 / 31

A quale metodo di conservazione dei gas ci si riferisce quando si parla di "grado di riempimento"?

17 / 31

I combustibili gassosi possono essere conservati:

18 / 31

I liquidi di categoria "C" sono

19 / 31

La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri:

20 / 31

La temperatura di accensione

21 / 31

La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita:

22 / 31

I combustibili gassosi sono:

23 / 31

Il GPL (miscela di gas principalmente butano e propano), in genere, viene conservato

24 / 31

Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme):

25 / 31

Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso:

26 / 31

Il Limite superiore di esplosività è:

27 / 31

I liquidi di categoria "A" sono

28 / 31

La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita

29 / 31

In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili

30 / 31

I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti:

31 / 31

Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-04-calore-trasmissione

L3 - 04 Calore, potenza e trasmissione del calore

1 / 14

Il calore

2 / 14

la potenza termica è

3 / 14

Nella convezione termica, la propagazione del calore, è associata al trasporto di materia?

4 / 14

Per capacità termica di una sostanza si intende

5 / 14

I metalli, in genere, hanno calori specifici piuttosto bassi. Questo significa che

6 / 14

I meccanismi con cui una sorgente d'ignizione può scambiare calore con un combustibile sono

7 / 14

Per conduzione termica si intende

8 / 14

Tutti gli oggetti emettono radiazioni elettromagnetiche?

9 / 14

Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più elevato?

10 / 14

Dire che una sostanza ha un'alta capacità termica significa

11 / 14

Il calore specifico è

12 / 14

L'irraggiamento o radiazione termica è

13 / 14

Il Watt è

14 / 14

Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più basso?

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-05-sorgenti-innesco

L3 - 05 Sorgenti di innesco e attivazione

1 / 5

Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio?

2 / 5

Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo:

3 / 5

Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono

4 / 5

Si ha calore per attrito:

5 / 5

Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-06-prodotti-combustione

L3 - 06 Prodotti della combustione ed effetti sull'uomo

1 / 9

Una reazione di combustione può produrre

2 / 9

L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi:

3 / 9

I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero

4 / 9

I fumi

5 / 9

Le fiamme

6 / 9

Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno:

7 / 9

I gas di combustione

8 / 9

Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa

9 / 9

Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-07-dinamica-incendio

L3 - 07 Dinamica ed evoluzione dell'incendio

1 / 8

Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento

2 / 8

Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche

3 / 8

Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato

4 / 8

La severità dell'incendio dipende

5 / 8

L'incendio è

6 / 8

Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione

7 / 8

Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio

8 / 8

Il flash over è

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-08-agenti-estinguenti

L3 - 08 Sostanze e agenti estinguenti

1 / 18

La scelta dell'agente estinguente:

2 / 18

Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio

3 / 18

I principi di azione di spegnimento degli incendi sono:

4 / 18

Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio

5 / 18

Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per:

6 / 18

L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi

7 / 18

Le sostanze estinguenti sono

8 / 18

Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per:

9 / 18

Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per:

10 / 18

La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura

11 / 18

Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono

12 / 18

I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti

13 / 18

L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi

14 / 18

Le schiume sono agenti estinguenti

15 / 18

Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua

16 / 18

Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per:

17 / 18

Le schiume sono molto efficaci

18 / 18

L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-09-rischio-prevenzione

L3 - 09 Rischio, prevenzione e protezione: concetti

1 / 12

I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, ...) sono

2 / 12

Le misure di protezione attiva sono

3 / 12

Le misure di protezione sono

4 / 12

Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, ...) sono

5 / 12

Le porte EI "tagliafuoco" sono

6 / 12

Con il termine "rischio di incendio" intendiamo

7 / 12

La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione

8 / 12

Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono

9 / 12

Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone

10 / 12

Le misure di protezione passiva sono

11 / 12

La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta

12 / 12

Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-10-profilo-rvita

L3 - 10 Profilo di rischio Rvita

1 / 3

La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone

2 / 3

Che cosa si intende per fattore occ nell'individuazione del profilo di rischio Rvita:

3 / 3

Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-11-prevenzione-gestione

L3 - 11 Misure di prevenzione e gestione

1 / 5

I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione

2 / 5

Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio

3 / 5

Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo:

4 / 5

Con "carico di incendio" intendiamo:

5 / 5

Con "carico di incendio specifico" intendiamo:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-12-segnaletica

L3 - 12 Segnaletica di sicurezza

1 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono

2 / 31

Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo:

L3-Q197-luogo-sicuro-punto-ritrovo

3 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono

4 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q122-punto-raccolta

5 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q121-via-esodo-destra

6 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di divieto intendiamo

7 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di avvertimento intendiamo

8 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q115-sostanze-infiammabili

9 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono

10 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q114-pericolo-generico

11 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q112-divieto-acqua-su-fuoco

12 / 31

Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo:

L3-Q200-via-esodo-verso-spazio-calmo

13 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q119-guanti-protettivi

14 / 31

La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio

15 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono

16 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q125-idrante

17 / 31

Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo:

L3-Q255-estintore-portatile

18 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q116-rischio-elettrico

19 / 31

Ai sensi del DLgs 81/2008, il seguente segnale:

L3-Q142-atmosfera-esplosiva-EX

20 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo

21 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro

22 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono

23 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

24 / 31

La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio (definizione)

25 / 31

Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo:

L3-Q199-via-di-esodo

26 / 31

Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo:

L3-Q256-estintore-carrellato

27 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q111-divieto-fiamme-libere

28 / 31

Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo:

L3-Q198-spazio-calmo

29 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q118-protezione-vie-respiratorie

30 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello:

L3-Q126-estintore

31 / 31

Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di prescrizione intendiamo

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-13-atex-esplosioni

L3 - 13 Esplosioni e aree a rischio specifico (ATEX)

1 / 9

Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per le polveri?

2 / 9

Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per gas, vapori e nebbie?

3 / 9

Un'esplosione è chiamata detonazione quando:

4 / 9

L'esplosione è:

5 / 9

Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono

6 / 9

Un'esplosione è chiamata deflagrazione quando:

7 / 9

Le atmosfere esplosive sono

8 / 9

L'eventuale presenza di "aree a rischio specifico"

9 / 9

Per "aree a rischio specifico" si intende:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-14-reazione-al-fuoco

L3 - 14 Reazione al fuoco

1 / 6

Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F

2 / 6

La misura antincendio "reazione al fuoco"

3 / 6

La reazione al fuoco rappresenta

4 / 6

Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5

5 / 6

Le classi di reazione al fuoco

6 / 6

Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-15-resistenza-compartimentazione

L3 - 15 Resistenza al fuoco e compartimentazione

1 / 25

Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco

2 / 25

Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo

3 / 25

La compartimentazione è realizzata mediante

4 / 25

Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che

5 / 25

Con il termine "filtro" intendiamo

6 / 25

Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio

7 / 25

La porta "taglia fuoco" (porta EI) è

8 / 25

La Capacità di Compartimentazione rappresenta

9 / 25

Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo

10 / 25

La Resistenza al fuoco rappresenta

11 / 25

Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco

12 / 25

Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che

13 / 25

La finalità della Resistenza al fuoco è

14 / 25

L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio.

15 / 25

Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco

16 / 25

Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo

17 / 25

In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a

18 / 25

Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio

19 / 25

Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015)

20 / 25

Con il termine "compartimento" intendiamo

21 / 25

La finalità della Compartimentazione è quella di

22 / 25

La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, ...) è

23 / 25

La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio

24 / 25

Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, ...) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano

25 / 25

Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-16-carico-di-incendio

L3 - 16 Carico di incendio

1 / 5

Con "carico di incendio" intendiamo:

2 / 5

Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio

3 / 5

I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione

4 / 5

Con "carico di incendio specifico" intendiamo:

5 / 5

Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo:

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-17-esodo-vie-di-fuga

L3 - 17 Sistema di esodo e vie di fuga

1 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse

2 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo

3 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo

4 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è

5 / 32

Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti

6 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è

7 / 32

In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m)

8 / 32

Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo?

9 / 32

Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività?

10 / 32

Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti

11 / 32

Le vie di esodo sono una misura di

12 / 32

Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti

13 / 32

Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato

14 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è

15 / 32

Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo:

16 / 32

In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm)

17 / 32

La lunghezza d'esodo deve essere valutata

18 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo

19 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %)

20 / 32

Il Sistema di Esodo è

21 / 32

Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti

22 / 32

Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività?

23 / 32

La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di

24 / 32

Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione

25 / 32

In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm)

26 / 32

In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m)

27 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo

28 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è

29 / 32

Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri

30 / 32

Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza

31 / 32

Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo

32 / 32

Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo

Il tuo punteggio è

Il punteggio medio è 0%

L3-18-irai

L3 - 18 Rivelazione e allarme incendio (IRAI)

1 / 6

Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI)

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I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio

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La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti

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Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono

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I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI)

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La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di

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L3-19-controllo-fumo-calore

L3 - 19 Controllo di fumo e calore

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC)

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio

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La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC).

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Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC)

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I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto

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Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività

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I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore

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Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte"

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Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di:

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Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...)

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Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori

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L3-20-estintori

L3 - 20 Controllo dell'incendio ed estintori

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Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento

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Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio

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Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

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I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono

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Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B

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Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente:

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Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi

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Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato

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Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro

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La misura "Controllo dell'incendio"

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Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio

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Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate

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Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche

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La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere

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I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo

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Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè

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Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili)

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Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene

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La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico

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Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza

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Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio

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Gli estintori

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La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro

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L3-21-idranti-sprinkler

L3 - 21 Rete idranti e impianti automatici di spegnimento

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L'impianto sprinkler a "secco", in genere, viene preferito a quello "a umido"

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I tubi di mandata delle reti idranti possono avere diametro

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I sistemi di spegnimento a deplezione sono

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Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori

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La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (= 45 mm)" è in genere lunga

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Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto

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La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio"

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Cosa sono i sistemi ad acqua nebulizzata "water mist"?

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Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di

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Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in:

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La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (= 25 mm)" ha una lunghezza massima di

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Nel caso di un archivio cartaceo, quale tra i seguenti metodi di spegnimento è quello più indicato?

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Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali

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I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere ...)

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Un impianto automatico a diluvio

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Un impianto automatico a pioggia sprinkler

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L'impianto sprinkler a "umido" significa che

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Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler

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L3-22-manutenzione-presidi

L3 - 22 Manutenzione, controllo e sorveglianza dei presidi

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Il tecnico manutentore qualificato è

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Con "sorveglianza" dei presidi antincendio intendiamo

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Con il termine "manutenzione" dei presidi antincendio intendiamo

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Il controllo periodico è

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La sorveglianza dei presidi antincendio

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Il datore di lavoro è responsabile dell'effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento

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La manutenzione sui presidi antincendio, al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento, deve essere effettuata da personale qualificato

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Il controllo periodico dei presidi antincendio

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L3-23-operativita

L3 - 23 Operatività antincendio

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La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di:

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Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza

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L'ascensore di soccorso è

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Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività

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Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio,

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L'ascensore antincendio è

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Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti

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Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco

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Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente

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L3-24-piano-emergenza

L3 - 24 Gestione sicurezza antincendio e piano di emergenza

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La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda

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I lavoratori, in caso di emergenza incendio

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Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro

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La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio

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Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività

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Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco

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Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio)

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Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza)

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la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA)

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

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Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio

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La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza

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I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono

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La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere

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Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono

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Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste

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Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali,

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Gli addetti al servizio antincendio

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Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

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IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro

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Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è

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I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

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Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio

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La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche

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Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore

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L3-25-dpi-respiratori

L3 - 25 Protezione delle vie respiratorie (DPI)

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Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti:

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Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono classificati come DPI di

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La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore

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In base alla tipologia di inquinante i respiratori a filtro si dividono in

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