🚒 50 Schede di esame Vigili del Fuoco L3 (Livello 3)🔥 albertoadmin Ottobre 15, 2026 Ottobre 16, 2026 Categoria: Livello 3 - Schede d’esame L3 - Scheda 01 1 / 15 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A - 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 2 / 15 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 3 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 4 / 15 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 5 / 15 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 6 / 15 la potenza termica è la quantità di calore che una sorgente d'ignizione è in grado di assorbire la quantità di calore che un combustibile è in grado di trasferire la quantità di calore per unità di tempo che una sorgente d'ignizione è in grado di trasferire 7 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 8 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 9 / 15 I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento Per i presidi antincendio non è necessaria effettuare la manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 11 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 12 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 13 / 15 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...), di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 14 / 15 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 15 / 15 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 02 1 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 3 / 15 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 4 / 15 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 5 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 6 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) 7 / 15 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 8 / 15 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 9 / 15 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 10 / 15 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 11 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 12 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 13 / 15 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 14 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 03 1 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 2 / 15 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 3 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 4 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 5 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 6 / 15 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 7 / 15 Con il termine "manutenzione" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 8 / 15 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 9 / 15 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, ecc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 10 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque peso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque peso, anche superiore a 20 kg 11 / 15 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 12 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 13 / 15 La CO2 (anidride carbonica), in genere, viene conservata compressa refrigerata disciolta 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 15 / 15 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 04 1 / 15 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 2 / 15 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 3 / 15 Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 5 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 6 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 7 / 15 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per le polveri? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 10, zona 20) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 8 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 9 / 15 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 10 / 15 Con "sorveglianza" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 11 / 15 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 12 / 15 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 13 / 15 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esistono 14 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 15 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 05 1 / 15 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 2 / 15 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente, potenzialmente capaci di causare un incendio Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 3 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 4 / 15 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo tα in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kg/s] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 5 / 15 Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 6 / 15 L'irraggiamento o radiazione termica è il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che sono a contatto tra loro la capacità di un corpo di assorbire radiazioni elettromagnetiche la radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie di un corpo che si trova ad una certa temperatura 7 / 15 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 8 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 9 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 10 / 15 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 11 / 15 Il calore specifico è l'energia necessaria per permettere il passaggio di stato dell'acqua dallo stato liquido a vapore la quantità di calore necessaria per innalzare di 1°C, la temperatura dell'unità di massa (1kg) la quantità di calore necessaria a portare la temperatura di un grammo d'acqua distillata da 14,5 °C a 15,5 °C, alla pressione atmosferica normale 12 / 15 L'esplosione è: una lacerazione improvvisa e fragorosa di un corpo solido e cavo per l'azione di un'eccessiva pressione dall'interno che ne vince la forza di coesione un rumore secco e improvviso il risultato di una rapida espansione di gas determinata da una reazione di combustione molto veloce. 13 / 15 Il controllo periodico è L'insieme delle operazioni che devono essere effettuate quando si verifica un guasto ad un dispositivo di sicurezza antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti L'insieme di operazioni che devono essere effettuate con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d'uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio 14 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 15 / 15 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 06 1 / 15 Il GPL (miscela di gas principalmente butano e propano), in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 3 / 15 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 4 / 15 I metalli, in genere, hanno calori specifici piuttosto bassi. Questo significa che sono buoni isolanti termici sono dei buoni conduttori di corrente elettrica con poca energia è possibile ottenere un considerevole aumento della temperatura 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 6 / 15 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 7 / 15 Nella convezione termica, la propagazione del calore, è associata al trasporto di materia? si no solo nei gas 8 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 9 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 10 / 15 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 11 / 15 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 12 / 15 Ai sensi del DLgs 81/2008, il seguente segnale: È un segnale di avvertimento per indicare le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive È un segnale di pericolo per indicare aree dove possono formarsi atmosfere esplosive Non esiste 13 / 15 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 14 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 15 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 07 1 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 2 / 15 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 3 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 4 / 15 L'impianto sprinkler a "secco", in genere, viene preferito a quello "a umido" Quando sussiste il rischio di danneggiare le tubazioni a causa dell'elevata pressione dell'acqua Quando c'è il rischio che l'acqua all'interno della tubazione solidifichi a causa di eventuali temperature troppo rigide Se nel sistema di spegnimento non viene prevista una vasca di accumulo 5 / 15 L'impianto sprinkler a "umido" significa che le tubazioni dell'impianto sono costantemente riempite con acqua in pressione le tubazioni vengono irrorate di acqua appena la valvola di allarme entra in funzione le tubazioni vengono riscaldate per evitare che l'acqua al suo interno geli nella stagione invernale 6 / 15 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 7 / 15 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 8 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 9 / 15 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REI/EI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 11 / 15 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 12 / 15 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 13 / 15 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, ...). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 14 / 15 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 15 / 15 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 08 1 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 2 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, ...) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 3 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 4 / 15 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 5 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 6 / 15 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 7 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 8 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 9 / 15 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 10 / 15 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 11 / 15 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 12 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 13 / 15 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 14 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 15 / 15 Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 09 1 / 15 I sistemi di spegnimento a deplezione sono sistemi di spegnimento basati sulla riduzione continuativa della concentrazione dell'ossigeno presente negli ambienti da proteggere, impedendo il sostentamento della combustione per insufficienza di comburente sistemi di spegnimento basati sull'aumento progressivo della concentrazione di estinguente di tipo gassoso all'interno dell'ambiente da proteggere sistemi di spegnimento non ancora utilizzati in Italia 2 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 3 / 15 Nel caso di un archivio cartaceo, quale tra i seguenti metodi di spegnimento è quello più indicato? impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo gassoso impianto automatico di controllo o estinzione di tipo "water mist" impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo a polvere 4 / 15 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 5 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 6 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 7 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 8 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 9 / 15 Il datore di lavoro è responsabile dell'effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento No, la responsabilità è della ditta incaricata dell'effettuazione della manutenzione Si, l'attività di controllo e manutenzione sui presidi antincendio è obbligatoria al fine di garantire la costante efficienza ed il regolare funzionamento No, l'attività di controllo e manutenzione dei presidi antincendio non è obbligatoria 10 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 11 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 12 / 15 Per conduzione termica si intende la trasmissione di calore all'interno di un fluido tramite il trasporto di materia il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che non sono a contatto tra loro la trasmissione di calore che avviene in un mezzo solido, liquido o aeriforme dalle zone a temperatura maggiore verso quelle con temperatura minore, all'interno di un corpo solo o tra due corpi tra loro a contatto 13 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose.....). 14 / 15 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 15 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 10 1 / 15 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 2 / 15 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 3 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 5 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 6 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 7 / 15 Il campo di esplosività rappresenta: l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una reazione di combustione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela "aria-combustibile" se innescata da origine ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine solo ad una detonazione 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 9 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 10 / 15 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 12 / 15 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 13 / 15 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 14 / 15 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 15 / 15 Il calore È la causa principale della propagazione degli incendi esprime la quantità massima di energia che si può ricavare dalla combustione completa di 1 kg di sostanza combustibile (o da 1 m3 di gas) a 0 °C e 1 atm Esprime la massima temperatura che potrebbe essere raggiunta teoricamente nel corso di una combustione se tutto il calore sviluppato fosse speso unicamente per riscaldare i prodotti della combustione stessa Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 11 1 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 2 / 15 Il Watt è è l'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra velocità e tempo 3 / 15 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 4 / 15 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, ...); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 5 / 15 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 6 / 15 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 7 / 15 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più elevato? Acqua Aria Alluminio 8 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 9 / 15 A quale metodo di conservazione dei gas ci si riferisce quando si parla di "grado di riempimento"? gas liquefatti gas disciolti gas refrigerati 10 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 11 / 15 In base alla tipologia di inquinante i respiratori a filtro si dividono in antipolvere, antigas, antiaerosol, combinati antipolvere, antigas, combinati antipolvere e antigas 12 / 15 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 13 / 15 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 15 / 15 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 12 1 / 15 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 2 / 15 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 3 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 4 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 5 / 15 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 6 / 15 Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono Solo le miscele infiammabili di gas o vapori Tutte le sostanze indicate negli altri due punti Solo le polveri combustibili sospese in aria 7 / 15 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 8 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 9 / 15 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 10 / 15 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI ...) consente di limitare la propagazione dell'incendio 11 / 15 Il tecnico manutentore qualificato è Una qualunque persona che ha esperienza nel campo della manutenzione È un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, ecc) Una persona fisica in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dal D.M 1 settembre 2021 (conoscenza, competenza, abilità) 12 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere ...) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 13 / 15 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 14 / 15 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (φ = 50 mm) o naspi DN 30 (φ = 30 mm) idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45(φ = 45 mm) 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 13 1 / 15 Per "aree a rischio specifico" si intende: ambiti dell'attività caratterizzati da rischio di incendio sostanzialmente differente rispetto a quello tipico dell'attività I locali dove sono installati gli impianti tecnologici e di servizio Unicamente i luoghi dove possono formarsi atmosfere esplosive 2 / 15 Il Limite superiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 3 / 15 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 4 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 5 / 15 Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 6 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 9 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 10 / 15 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 12 / 15 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 13 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 14 / 15 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 15 / 15 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 14 1 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici 2 / 15 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 3 / 15 I meccanismi con cui una sorgente d'ignizione può scambiare calore con un combustibile sono conduzione, convezione e irraggiamento. solo irraggiamento solo convezione 4 / 15 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 5 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio (definizione) una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 6 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 7 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 9 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 10 / 15 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 11 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 12 / 15 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 13 / 15 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 14 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 15 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 15 1 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 2 / 15 Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono classificati come DPI di I categoria II categoria III categoria 3 / 15 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 4 / 15 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 5 / 15 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 6 / 15 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 7 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperture ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) 8 / 15 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 9 / 15 Un'esplosione è chiamata detonazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 10 / 15 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio, che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 11 / 15 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 12 / 15 Le atmosfere esplosive sono miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta 13 / 15 Cosa sono i sistemi ad acqua nebulizzata "water mist"? sono particolari sistemi di spegnimento ad acqua refrigerata sono particolari sistemi di spegnimento caratterizzati dall'utilizzo di elevate quantità di acqua sono particolari sistemi ad acqua ad alto potere di spegnimento, operanti a pressioni comprese tra gli 80 e 140 bar, in grado di produrre una nebbia composta da particelle finissime 14 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 15 / 15 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 16 1 / 15 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 2 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria-combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 3 / 15 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 4 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,...) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 5 / 15 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 6 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 8 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 9 / 15 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 10 / 15 La manutenzione sui presidi antincendio, al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento, deve essere effettuata da personale qualificato No, la manutenzione dei presidi antincendio può essere effettuata da qualunque operatore che si dichiara idoneo ed esperto Si, il DM 1/09/2021 introduce la figura del manutentore dei presidi antincendio al fine di garantirne la piena efficienza No, l'attività di manutenzione dei presidi antincendio non è necessaria per mantenere in efficienza i presidi antincendio 11 / 15 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per gas, vapori e nebbie? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 1, zona 2) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 12 / 15 Dire che una sostanza ha un'alta capacità termica significa che assorbe molta energia nei passaggi di stato che assorbe poca energia nei passaggi di stato che riesce ad assorbire tanto calore innalzando di poco la propria temperatura 13 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 14 / 15 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 15 / 15 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 17 1 / 15 La sorveglianza dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 2 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 3 / 15 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 4 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 5 / 15 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 6 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 7 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 8 / 15 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 9 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 10 / 15 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 11 / 15 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (φ = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 12 / 15 Per capacità termica di una sostanza si intende la quantità di calore che occorre fornire al materiale per aumentarne la sua temperatura di un grado centigrado la capacità del materiale di condurre calore la capacità del materiale di resistere al calore 13 / 15 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) 14 / 15 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 15 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 18 1 / 15 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) 2 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 3 / 15 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 4 / 15 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 5 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 6 / 15 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 7 / 15 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 8 / 15 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 9 / 15 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 10 / 15 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 11 / 15 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) 12 / 15 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 13 / 15 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 14 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 15 / 15 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più basso? Benzina Piombo Petrolio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 19 1 / 15 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 2 / 15 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 3 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chimica 4 / 15 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 5 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 6 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 7 / 15 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 8 / 15 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 9 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 10 / 15 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 11 / 15 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 12 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 13 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 14 / 15 Tutti gli oggetti emettono radiazioni elettromagnetiche? no si dipende 15 / 15 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 20 1 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 2 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio calmo 3 / 15 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 4 / 15 L'acetilene è un tipo di gas che, in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 5 / 15 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 6 / 15 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 7 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 8 / 15 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 9 / 15 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 10 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 11 / 15 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 12 / 15 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 13 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 14 / 15 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 15 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose....). Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 21 1 / 15 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 2 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 3 / 15 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 4 / 15 L'eventuale presenza di "aree a rischio specifico" deve essere individuata dal progettista della sicurezza antincendio sulla base delle regole tecniche di prevenzione incendi, della valutazione del rischio incendio e di alcuni criteri definiti dalle regole di progettazione generale della sicurezza antincendio È individuata dal datore di lavoro, sulla base della sua esperienza E' individuata dal progettista della sicurezza antincendio solo sulla base della propria esperienza 5 / 15 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 6 / 15 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 7 / 15 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 8 / 15 Il controllo periodico dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 9 / 15 Il Limite inferiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 10 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 11 / 15 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 12 / 15 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 13 / 15 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, ...) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 15 / 15 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 22 1 / 15 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 3 / 15 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 4 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 5 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 6 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 7 / 15 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 8 / 15 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 9 / 15 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 10 / 15 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 11 / 15 Un'esplosione è chiamata deflagrazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 13 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 14 / 15 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 15 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 23 1 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 2 / 15 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 3 / 15 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 4 / 15 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 5 / 15 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, ...) e non strutturali (es. porte, divisori, ...). 6 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 7 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 8 / 15 I tubi di mandata delle reti idranti possono avere diametro da 45 e 70 mm solo da 45 mm solo da 70 mm 9 / 15 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 10 / 15 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 11 / 15 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 12 / 15 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 13 / 15 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 14 / 15 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 15 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 24 1 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 2 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperture ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) 3 / 15 Il tecnico manutentore qualificato è Una qualunque persona che ha esperienza nel campo della manutenzione È un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, ecc) Una persona fisica in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dal D.M 1 settembre 2021 (conoscenza, competenza, abilità) 4 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 5 / 15 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 6 / 15 la potenza termica è la quantità di calore che una sorgente d'ignizione è in grado di assorbire la quantità di calore che un combustibile è in grado di trasferire la quantità di calore per unità di tempo che una sorgente d'ignizione è in grado di trasferire 7 / 15 Ai sensi del DLgs 81/2008, il seguente segnale: È un segnale di avvertimento per indicare le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive È un segnale di pericolo per indicare aree dove possono formarsi atmosfere esplosive Non esiste 8 / 15 I tubi di mandata delle reti idranti possono avere diametro da 45 e 70 mm solo da 45 mm solo da 70 mm 9 / 15 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 10 / 15 La sorveglianza dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 11 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 12 / 15 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 13 / 15 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 14 / 15 Per conduzione termica si intende la trasmissione di calore all'interno di un fluido tramite il trasporto di materia il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che non sono a contatto tra loro la trasmissione di calore che avviene in un mezzo solido, liquido o aeriforme dalle zone a temperatura maggiore verso quelle con temperatura minore, all'interno di un corpo solo o tra due corpi tra loro a contatto 15 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 25 1 / 15 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 2 / 15 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 3 / 15 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 4 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 5 / 15 Il Limite superiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 6 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 7 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, ...) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 8 / 15 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 9 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 10 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 11 / 15 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 12 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 13 / 15 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 14 / 15 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 15 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 26 1 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 2 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 3 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 4 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 5 / 15 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità, nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 6 / 15 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 7 / 15 L'irraggiamento o radiazione termica è il trasferimento di calore tra due corpi (dal più caldo al più freddo) che sono a contatto tra loro la capacità di un corpo di assorbire radiazioni elettromagnetiche la radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie di un corpo che si trova ad una certa temperatura 8 / 15 L'eventuale presenza di "aree a rischio specifico" deve essere individuata dal progettista della sicurezza antincendio sulla base delle regole tecniche di prevenzione incendi, della valutazione del rischio incendio e di alcuni criteri definiti dalle regole di progettazione generale della sicurezza antincendio È individuata dal datore di lavoro, sulla base della sua esperienza E' individuata dal progettista della sicurezza antincendio solo sulla base della propria esperienza 9 / 15 Con "sorveglianza" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 10 / 15 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 12 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 13 / 15 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 14 / 15 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 15 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 27 1 / 15 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 3 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 4 / 15 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) 5 / 15 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 6 / 15 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 7 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 8 / 15 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più elevato? Acqua Aria Alluminio 9 / 15 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 11 / 15 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 12 / 15 I metalli, in genere, hanno calori specifici piuttosto bassi. Questo significa che sono buoni isolanti termici sono dei buoni conduttori di corrente elettrica con poca energia è possibile ottenere un considerevole aumento della temperatura 13 / 15 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 14 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 15 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chimica Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 28 1 / 15 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 2 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 3 / 15 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 4 / 15 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 5 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 6 / 15 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 8 / 15 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 9 / 15 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 10 / 15 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 11 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 12 / 15 Per "aree a rischio specifico" si intende: ambiti dell'attività caratterizzati da rischio di incendio sostanzialmente differente rispetto a quello tipico dell'attività I locali dove sono installati gli impianti tecnologici e di servizio Unicamente i luoghi dove possono formarsi atmosfere esplosive 13 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque peso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque peso, anche superiore a 20 kg 14 / 15 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 15 / 15 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 29 1 / 15 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 2 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 3 / 15 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A - 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 5 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 6 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 7 / 15 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 8 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 9 / 15 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, ecc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 10 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 11 / 15 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 12 / 15 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 13 / 15 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 14 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 30 1 / 15 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 2 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio (definizione) una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 3 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 4 / 15 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per gas, vapori e nebbie? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 1, zona 2) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 5 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose.....). 6 / 15 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 7 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 8 / 15 La manutenzione sui presidi antincendio, al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento, deve essere effettuata da personale qualificato No, la manutenzione dei presidi antincendio può essere effettuata da qualunque operatore che si dichiara idoneo ed esperto Si, il DM 1/09/2021 introduce la figura del manutentore dei presidi antincendio al fine di garantirne la piena efficienza No, l'attività di manutenzione dei presidi antincendio non è necessaria per mantenere in efficienza i presidi antincendio 9 / 15 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 11 / 15 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 12 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 13 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 15 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 31 1 / 15 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 2 / 15 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, ...) e non strutturali (es. porte, divisori, ...). 3 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 4 / 15 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 5 / 15 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività, afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 6 / 15 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte ...), di protezione (es: installazione estintori, idranti, ...) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 7 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 8 / 15 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 9 / 15 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 10 / 15 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente, potenzialmente capaci di causare un incendio Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 11 / 15 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 12 / 15 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 13 / 15 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 14 / 15 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 15 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 32 1 / 15 Un'esplosione è chiamata detonazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 3 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 4 / 15 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 5 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 6 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 7 / 15 Il datore di lavoro è responsabile dell'effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento No, la responsabilità è della ditta incaricata dell'effettuazione della manutenzione Si, l'attività di controllo e manutenzione sui presidi antincendio è obbligatoria al fine di garantire la costante efficienza ed il regolare funzionamento No, l'attività di controllo e manutenzione dei presidi antincendio non è obbligatoria 8 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler ...) 9 / 15 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 10 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 11 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 12 / 15 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 13 / 15 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 14 / 15 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo tα in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kg/s] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 15 / 15 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità/frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, ...) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, ...) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, ...) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 33 1 / 15 A quale metodo di conservazione dei gas ci si riferisce quando si parla di "grado di riempimento"? gas liquefatti gas disciolti gas refrigerati 2 / 15 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 3 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 4 / 15 L'acetilene è un tipo di gas che, in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 5 / 15 Nel caso di un archivio cartaceo, quale tra i seguenti metodi di spegnimento è quello più indicato? impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo gassoso impianto automatico di controllo o estinzione di tipo "water mist" impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo a polvere 6 / 15 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 7 / 15 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 8 / 15 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 9 / 15 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 10 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 11 / 15 Il campo di esplosività rappresenta: l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una reazione di combustione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela "aria-combustibile" se innescata da origine ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine solo ad una detonazione 12 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 13 / 15 I sistemi di spegnimento a deplezione sono sistemi di spegnimento basati sulla riduzione continuativa della concentrazione dell'ossigeno presente negli ambienti da proteggere, impedendo il sostentamento della combustione per insufficienza di comburente sistemi di spegnimento basati sull'aumento progressivo della concentrazione di estinguente di tipo gassoso all'interno dell'ambiente da proteggere sistemi di spegnimento non ancora utilizzati in Italia 14 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 15 / 15 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 34 1 / 15 L'impianto sprinkler a "secco", in genere, viene preferito a quello "a umido" Quando sussiste il rischio di danneggiare le tubazioni a causa dell'elevata pressione dell'acqua Quando c'è il rischio che l'acqua all'interno della tubazione solidifichi a causa di eventuali temperature troppo rigide Se nel sistema di spegnimento non viene prevista una vasca di accumulo 2 / 15 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività, separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 3 / 15 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 4 / 15 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 5 / 15 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 6 / 15 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 7 / 15 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 8 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere ...) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 9 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 10 / 15 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 11 / 15 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 12 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 13 / 15 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REI/EI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 14 / 15 Con il termine "manutenzione" dei presidi antincendio intendiamo un'operazione o un intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio un'operazione o un intervento finalizzato a garantire la corretta progettazione e installazione dei presidi antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti 15 / 15 Un'esplosione è chiamata deflagrazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 35 1 / 15 L'esplosione è: una lacerazione improvvisa e fragorosa di un corpo solido e cavo per l'azione di un'eccessiva pressione dall'interno che ne vince la forza di coesione un rumore secco e improvviso il risultato di una rapida espansione di gas determinata da una reazione di combustione molto veloce. 2 / 15 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 3 / 15 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 4 / 15 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 5 / 15 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 6 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 7 / 15 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per le polveri? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 10, zona 20) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 8 / 15 Cosa sono i sistemi ad acqua nebulizzata "water mist"? sono particolari sistemi di spegnimento ad acqua refrigerata sono particolari sistemi di spegnimento caratterizzati dall'utilizzo di elevate quantità di acqua sono particolari sistemi ad acqua ad alto potere di spegnimento, operanti a pressioni comprese tra gli 80 e 140 bar, in grado di produrre una nebbia composta da particelle finissime 9 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 10 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 11 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 12 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività, le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 13 / 15 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, ...). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 14 / 15 Il Limite inferiore di esplosività è: la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una esplosione la massima concentrazione di combustibile nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una esplosione. 15 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 36 1 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 2 / 15 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 3 / 15 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 4 / 15 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 5 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 6 / 15 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 7 / 15 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 8 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 9 / 15 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 10 / 15 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 11 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,...) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 12 / 15 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 13 / 15 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 14 / 15 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 37 1 / 15 I presidi antincendio devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali presidi, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento Per i presidi antincendio non è necessaria effettuare la manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 2 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 3 / 15 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 4 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 5 / 15 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 6 / 15 Nella convezione termica, la propagazione del calore, è associata al trasporto di materia? si no solo nei gas 7 / 15 La CO2 (anidride carbonica), in genere, viene conservata compressa refrigerata disciolta 8 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 9 / 15 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 10 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 11 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 12 / 15 Dire che una sostanza ha un'alta capacità termica significa che assorbe molta energia nei passaggi di stato che assorbe poca energia nei passaggi di stato che riesce ad assorbire tanto calore innalzando di poco la propria temperatura 13 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 14 / 15 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 15 / 15 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 38 1 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 3 / 15 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 4 / 15 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 5 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria-combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 6 / 15 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 7 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 8 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 9 / 15 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (φ = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 10 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 11 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 12 / 15 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 13 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 14 / 15 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, ...) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) 15 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 39 1 / 15 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 2 / 15 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 3 / 15 Il calore specifico è l'energia necessaria per permettere il passaggio di stato dell'acqua dallo stato liquido a vapore la quantità di calore necessaria per innalzare di 1°C, la temperatura dell'unità di massa (1kg) la quantità di calore necessaria a portare la temperatura di un grammo d'acqua distillata da 14,5 °C a 15,5 °C, alla pressione atmosferica normale 4 / 15 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 5 / 15 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 6 / 15 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 7 / 15 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 8 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 9 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 10 / 15 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 11 / 15 Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono classificati come DPI di I categoria II categoria III categoria 12 / 15 Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono Solo le miscele infiammabili di gas o vapori Tutte le sostanze indicate negli altri due punti Solo le polveri combustibili sospese in aria 13 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 15 / 15 In base alla tipologia di inquinante i respiratori a filtro si dividono in antipolvere, antigas, antiaerosol, combinati antipolvere, antigas, combinati antipolvere e antigas Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 40 1 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 2 / 15 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ...). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 3 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 4 / 15 Le atmosfere esplosive sono miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta 5 / 15 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 6 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 7 / 15 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 8 / 15 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI ...) consente di limitare la propagazione dell'incendio 9 / 15 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività, rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, ...); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, ...) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 10 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 11 / 15 Il GPL (miscela di gas principalmente butano e propano), in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 12 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio calmo 13 / 15 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 14 / 15 Gli impianti di processo che comportano un rischio di incendio, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 15 / 15 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 41 1 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 3 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 4 / 15 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 5 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 6 / 15 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 7 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 8 / 15 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 9 / 15 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, ...) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 10 / 15 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 12 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 13 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 14 / 15 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'incendio, che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 15 / 15 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 42 1 / 15 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esistono 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 3 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 4 / 15 Quale tra le seguenti sostanze ha un valore di calore specifico (J/kgx°C) più basso? Benzina Piombo Petrolio 5 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 6 / 15 Il controllo periodico dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 7 / 15 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 8 / 15 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 9 / 15 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 10 / 15 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 11 / 15 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 12 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 13 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 14 / 15 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 15 / 15 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 43 1 / 15 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 2 / 15 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 3 / 15 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 4 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici 5 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 6 / 15 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 7 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 8 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 9 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 10 / 15 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 12 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 13 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 14 / 15 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 15 / 15 Il "limite superiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 44 1 / 15 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 2 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 3 / 15 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 4 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 5 / 15 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 6 / 15 Gli impianti di trasporto e utilizzo di sostanze liquide e gassose infiammabili, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 7 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 8 / 15 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 9 / 15 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 10 / 15 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 11 / 15 Per capacità termica di una sostanza si intende la quantità di calore che occorre fornire al materiale per aumentarne la sua temperatura di un grado centigrado la capacità del materiale di condurre calore la capacità del materiale di resistere al calore 12 / 15 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 13 / 15 Il Watt è è l'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra velocità e tempo 14 / 15 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 15 / 15 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (φ = 50 mm) o naspi DN 30 (φ = 30 mm) idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45(φ = 45 mm) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 45 1 / 15 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 2 / 15 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 3 / 15 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 4 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 5 / 15 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 6 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 8 / 15 Il calore È la causa principale della propagazione degli incendi esprime la quantità massima di energia che si può ricavare dalla combustione completa di 1 kg di sostanza combustibile (o da 1 m3 di gas) a 0 °C e 1 atm Esprime la massima temperatura che potrebbe essere raggiunta teoricamente nel corso di una combustione se tutto il calore sviluppato fosse speso unicamente per riscaldare i prodotti della combustione stessa 9 / 15 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità: spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 10 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 11 / 15 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 13 / 15 Tutti gli oggetti emettono radiazioni elettromagnetiche? no si dipende 14 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 15 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività, compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 46 1 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose....). 2 / 15 Il controllo periodico è L'insieme delle operazioni che devono essere effettuate quando si verifica un guasto ad un dispositivo di sicurezza antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti L'insieme di operazioni che devono essere effettuate con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d'uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio 3 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 4 / 15 I meccanismi con cui una sorgente d'ignizione può scambiare calore con un combustibile sono conduzione, convezione e irraggiamento. solo irraggiamento solo convezione 5 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 6 / 15 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 7 / 15 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg 8 / 15 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 9 / 15 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 10 / 15 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 11 / 15 Il "limite inferiore di infiammabilità" di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 12 / 15 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 13 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 14 / 15 L'impianto sprinkler a "umido" significa che le tubazioni dell'impianto sono costantemente riempite con acqua in pressione le tubazioni vengono irrorate di acqua appena la valvola di allarme entra in funzione le tubazioni vengono riscaldate per evitare che l'acqua al suo interno geli nella stagione invernale 15 / 15 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 47 1 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 2 / 15 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 3 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 4 / 15 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 5 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,...) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 6 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 7 / 15 Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono Solo le miscele infiammabili di gas o vapori Tutte le sostanze indicate negli altri due punti Solo le polveri combustibili sospese in aria 8 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità" intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria-combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 9 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 10 / 15 Il controllo periodico è L'insieme delle operazioni che devono essere effettuate quando si verifica un guasto ad un dispositivo di sicurezza antincendio Lo svolgimento dei controlli visivi dei presidi antincendio atti a verificare, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti L'insieme di operazioni che devono essere effettuate con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d'uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 12 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 13 / 15 Quante sono le zone che distinguono le aree a rischio esplosione (ATEX) per gas, vapori e nebbie? 3 (zona 0, zona 1, zona 2) 2 (zona 1, zona 2) 3 (zona 20, zona 21, zona 22) 14 / 15 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 15 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, ...) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 48 1 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria-combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 2 / 15 Il datore di lavoro è responsabile dell'effettuazione di controlli e manutenzione sui presidi antincendio al fine di garantirne la costante efficienza e il regolare funzionamento No, la responsabilità è della ditta incaricata dell'effettuazione della manutenzione Si, l'attività di controllo e manutenzione sui presidi antincendio è obbligatoria al fine di garantire la costante efficienza ed il regolare funzionamento No, l'attività di controllo e manutenzione dei presidi antincendio non è obbligatoria 3 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, ...) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 4 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 5 / 15 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 6 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ...) 7 / 15 L'acetilene è un tipo di gas che, in genere, viene conservato liquefatto compresso disciolto 8 / 15 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ...) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ...) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ...) 9 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 10 / 15 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 11 / 15 Le atmosfere esplosive sono miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta miscele di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o di polveri con l'aria, a condizioni atmosferiche, in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta 12 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 13 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 14 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 15 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 49 1 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 2 / 15 Il Watt è è l'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra joule e secondo è l'unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale. Per definizione 1 watt è il rapporto tra velocità e tempo 3 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 4 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 5 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 6 / 15 Nel caso di un archivio cartaceo, quale tra i seguenti metodi di spegnimento è quello più indicato? impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo gassoso impianto automatico di controllo o estinzione di tipo "water mist" impianto automatico di controllo o estinzione con estinguente di tipo a polvere 7 / 15 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 8 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperture ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, ...) 9 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 10 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 11 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 12 / 15 Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d'uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d'arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d'arte 13 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 14 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività: E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 15 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L3 - Scheda 50 1 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 2 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 3 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 4 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 5 / 15 Il controllo periodico dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 6 / 15 Un'esplosione è chiamata detonazione quando: L'esplosione è prodotta da sostanze esplosive la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell'ordine del chilometro al secondo) 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 8 / 15 Il campo di esplosività rappresenta: l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine ad una reazione di combustione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela "aria-combustibile" se innescata da origine ad una esplosione l'intervallo nel quale la percentuale in volume di miscela aria-combustibile se innescata da origine solo ad una detonazione 9 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 10 / 15 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 11 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 12 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità, grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 13 / 15 La sorveglianza dei presidi antincendio Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, dopo aver ricevuto adeguate istruzioni Può essere effettuata anche dai lavoratori normalmente presenti, anche senza specifiche istruzioni Può essere effettuata solo da un tecnico manutentore qualificato, in quanto presuppone un livello adeguato di competenze, conoscenze ed abilità 14 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 15 / 15 La CO2 (anidride carbonica), in genere, viene conservata compressa refrigerata disciolta Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0%