🚒 50 Schede di esame Vigili del Fuoco L2 (Livello 2)🔥 albertoadmin Ottobre 15, 2026 Ottobre 16, 2026 Categoria: Livello 2 - Schede d’esame L2 - Scheda 01 1 / 15 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 2 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 3 / 15 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 4 / 15 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 5 / 15 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 6 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si, No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 7 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 8 / 15 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 9 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 10 / 15 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 11 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 12 / 15 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente", "potenzialmente capaci di causare un incendio" Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 13 / 15 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 14 / 15 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 15 / 15 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 02 1 / 15 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 2 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 3 / 15 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 5 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 6 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 7 / 15 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 8 / 15 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 9 / 15 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 10 / 15 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 11 / 15 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 12 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività ? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività , le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 13 / 15 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 14 / 15 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 03 1 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 2 / 15 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 3 / 15 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 4 / 15 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si, No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 5 / 15 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 6 / 15 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 7 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone 8 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 9 / 15 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 11 / 15 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 12 / 15 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 13 / 15 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 14 / 15 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 15 / 15 Il "limite inferiore di infiammabilità " di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 04 1 / 15 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 2 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 3 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 5 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità , grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 6 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 7 / 15 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 8 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 9 / 15 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 10 / 15 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 11 / 15 Con il termine "segnaletica di sicurezza" intendiamo una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 12 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 13 / 15 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …), di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 14 / 15 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 05 1 / 15 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 2 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 3 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 4 / 15 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 5 / 15 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 6 / 15 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 7 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si, No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 8 / 15 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto 9 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 10 / 15 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 11 / 15 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 12 / 15 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 13 / 15 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 14 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 15 / 15 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 06 1 / 15 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 3 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 4 / 15 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (φ = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 5 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 6 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio clamo 7 / 15 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 9 / 15 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo tα in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kgs] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 10 / 15 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 11 / 15 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 12 / 15 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 13 / 15 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 14 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 15 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 07 1 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 2 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità " intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria – combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 3 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 4 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 5 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 6 / 15 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 7 / 15 L'ascensore di soccorso è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 8 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 9 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 11 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 12 / 15 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) 13 / 15 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 14 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 15 / 15 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 08 1 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 2 / 15 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 3 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 4 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 6 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 7 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 8 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio 9 / 15 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 10 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 11 / 15 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 12 / 15 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 13 / 15 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 14 / 15 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività , rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, …); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 15 / 15 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (φ = 50 mm) o naspi DN 30 (φ = 30 mm) idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45(φ = 45 mm) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 09 1 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 2 / 15 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 3 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 4 / 15 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 7 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 8 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva 9 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 10 / 15 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 11 / 15 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 12 / 15 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 13 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 14 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 15 / 15 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 10 1 / 15 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 2 / 15 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 3 / 15 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 4 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose.....). 5 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 6 / 15 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 7 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 8 / 15 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 9 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 10 / 15 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 11 / 15 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 13 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 14 / 15 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 15 / 15 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si, No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 11 1 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 3 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 4 / 15 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 5 / 15 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 7 / 15 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 8 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 9 / 15 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 10 / 15 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 11 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 12 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperutre ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) 13 / 15 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 14 / 15 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI …) consente di limitare la propagazione dell'incendio 15 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 12 1 / 15 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 2 / 15 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 3 / 15 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 4 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 5 / 15 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 6 / 15 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 7 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 8 / 15 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 9 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 10 / 15 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 11 / 15 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 12 / 15 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 13 / 15 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 15 / 15 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 13 1 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 2 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose....). 3 / 15 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità : spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 4 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 5 / 15 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 6 / 15 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 7 / 15 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 8 / 15 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità , nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 9 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 10 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si 11 / 15 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 12 / 15 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 13 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 14 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 15 / 15 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 14 1 / 15 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 2 / 15 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 3 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 4 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) 5 / 15 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 6 / 15 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità /frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 8 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 9 / 15 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 10 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 11 / 15 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 12 / 15 Il "limite superiore di infiammabilità " di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 13 / 15 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 14 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 15 / 15 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esisitono Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 15 1 / 15 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REIEI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 2 / 15 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 3 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività ? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività , le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 4 / 15 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 5 / 15 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 6 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 7 / 15 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 8 / 15 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, … ) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 9 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 11 / 15 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 12 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 13 / 15 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si, No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 14 / 15 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si, No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 15 / 15 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 16 1 / 15 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 2 / 15 La tipologia degli estintori installati nei luoghi di lavoro deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …). deve essere selezionata dai Vigili del Fuoco È selezionata dal Datore di Lavoro sulla base della propria esperienza 3 / 15 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 4 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 5 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 6 / 15 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività , separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 7 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 8 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 9 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, …) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 10 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività , compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività , compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 11 / 15 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 12 / 15 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 13 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 14 / 15 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 15 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 17 1 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 2 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 3 / 15 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 4 / 15 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 5 / 15 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 6 / 15 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 7 / 15 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 8 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 9 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l' "esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 10 / 15 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 11 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 13 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 14 / 15 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 15 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 18 1 / 15 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 2 / 15 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità /frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 3 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 4 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 5 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 6 / 15 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). 7 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici, 8 / 15 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità 9 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 10 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità ; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 11 / 15 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 12 / 15 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 13 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività : E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 14 / 15 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 15 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 19 1 / 15 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 2 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 3 / 15 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 4 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 5 / 15 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 7 / 15 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 8 / 15 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 9 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 11 / 15 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 12 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,...) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 13 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chmica 14 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 15 / 15 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 20 1 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma bianco su fondo azzurro sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 2 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 3 / 15 IL controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio è parte integrante e fondamentale della gestione della sicurezza antincendio (GSA) organizzata dal datore di lavoro No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio è garantito da una buona progettazione e una corretta installazione Si, è fondamentale per garantire nel tempo il funzionamento e l'efficacia degli impianti e attrezzature antincendio No, il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio non rientrano fra le attività di gestione della sicurezza antincendio 4 / 15 Nella progettazione del sistema di esodo, in caso di piani nei quali vi può essere presenza non occasionale di occupanti che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali devono essere adottate specifiche modalità di gestione dell'esodo: Si, deve essere adottata almeno una delle seguenti modalità : spazi calmi, esodo orizzontale progressivo o esodo orizzontale verso luogo sicuro No, il progettista può decidere di organizzare l'esodo mediante squadre appositamente dedicate alle persone che non abbiano sufficienti abilità per raggiungere autonomamente un luogo sicuro tramite vie di esodo verticali No, solo se prescritte dai vigili del fuoco 5 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere installati in posizione ben visibile e segnalata ed essere facilmente accessibili devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 6 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 7 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase iniziale o di ignizione di un incendio È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un focolaio d'incendio che interessa una zona limitata dell'ambiente 8 / 15 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 9 / 15 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 10 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "via di esodo" intendiamo Un qualunque percorso, a prescindere dalla geometria, che adduce dall'interno dell'edificio all'esterno Un percorso a prova di fumo rispetto al compartimento servito, che adduce dall'interno all'esterno Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 11 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo verde sono Segnali di salvataggio Segnali di prescrizione segnali di divieto 13 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività ? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività , le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 14 / 15 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 15 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione di emergenza (gestione sicurezza antincendio – GSA - in emergenza) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 21 1 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 2 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 3 / 15 Il datore di lavoro, oltre alla predisposizione del sistema d'esodo, nel piano di emergenza deve predisporre le procedure per consentire l'evacuazione dell'attività Si, No, e sufficiente che il datore di lavoro identifichi le vie di esodo con idonea segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che il datore di lavoro indichi le vie di esodo nelle planimetrie apposte nell'attività 4 / 15 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 5 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 6 / 15 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 7 / 15 La CO2 è generalmente sconsigliata su apparecchiature sensibili alle brusche variazioni di temperatura Si, No, la CO2 agisce solo per soffocamento non determinando problemi di raffreddamento Si, ma solo su apparecchiature sotto tensione 8 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI), elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio deve essere adeguatamente segnalata su entrambi i lati e oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione non deve essere segnalata né oggetto di specifica attività di sorveglianza, controllo e manutenzione deve essere sempre colorata di "rosso" 9 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 10 / 15 La velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), fattore necessario per caratterizzare il rischio per la salvaguarda dell'incolumità delle persone Rappresenta la velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio, riferita al tempo tα in secondi impiegato dalla potenza termica per raggiungere il valore di 1000 kW È la velocità di combustione del materiale mc [kgs] La velocità di crescita dell'incendio non è un fattore importante per la valutazione del rischio al quale sono esposte le persone 11 / 15 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 12 / 15 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 13 / 15 La Capacità di Compartimentazione rappresenta attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E), nonché tutte le altre eventuali prestazioni se richieste la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, un sufficiente isolamento termico (I) la sola attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione (E) 14 / 15 Le schiume sono agenti estinguenti costituiti da una miscela di acqua, liquido schiumogeno e aria (o altro gas inerte) costituiti da sostanze liquide che vengono sversate direttamente sul materiale in combustione Costituiti da sostanze liquide che quando vengono utilizzate si trasformano in gas inerti 15 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), gli eventuali corridoi ciechi presenti in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività ? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività , le lunghezze possono avere valori massimi fra 10 e 45 metri No, le lunghezze devono essere limitate solo in presenza di elevati affollamenti No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 22 1 / 15 Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 2 / 15 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti 3 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 4 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose....). 5 / 15 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 6 / 15 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C 7 / 15 La pulizia dei luoghi ed il mantenimento dell'ordine sono Misure preventive, in quanto concorrono alla riduzione della probabilità di innesco di incendi e alla velocità di crescita dei focolari Misure protettive, in quanto concorrono alla riduzione dei possibili danni conseguenti l'incendio Misure gestionali che non concorrono alla riduzione dei rischi di incendio 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 9 / 15 Il "limite inferiore di infiammabilità " di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 10 / 15 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 11 / 15 Una bassa temperatura di infiammabilità indica che una sostanza Emette fumi Reagisce con altre sostanze È più facilmente infiammabile in presenza di innesco 12 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 13 / 15 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (φ = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 14 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala un pericolo generico E' un cartello di prescrizione, che prescrive un pericolo generico E' un cartello di divieto, che segnala un divieto generico 15 / 15 Con il simbolo R, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 23 1 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di mantenere le vie di esodo libere da fumo e calore Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo orizzontale progressivo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 3 / 15 Con il termine "filtro a prova di fumo" intendiamo Un compartimento antincendio realizzato con i requisiti di "filtro", cioè dove è improbabile l'innesco di un incendio, e anche con i requisiti di un compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito anche l'ingresso di effluenti dell'incendio Un disimpegno realizzato con strutture e porte REIEI mantenuto in sovrappressione, ovvero dotato di camino di smaltimento dei fumi o aerato direttamente verso l'esterno Un compartimento antincendio avente anche i requisiti di compartimento a "prova di fumo", cioè nel quale è impedito l'ingresso di effluenti dell'incendio 4 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "quadrata o rettangolare", con pittogramma bianco su fondo rosso sono Segnali per le attrezzature antincendio Segnali di divieto segnali di salvataggio 5 / 15 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 6 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, per attendere i soccorritori Via di esodo 7 / 15 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 8 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 9 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 10 / 15 Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi: Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F Si, in tre classi: A, B e C No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5 11 / 15 Con il simbolo R 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 12 / 15 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 13 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 14 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si, No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 15 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 24 1 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all'interno del locale a causa del progressivo diminuire dell'apporto termico del materiale residuo È caratterizzata dall'abbattimento delle temperature a seguito dell'azione estinguente dell'acqua è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 2 / 15 La progettazione della misura antincendio "Controllo Fumo e Calore" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire il controllo, l'evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio 3 / 15 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 4 / 15 Nello spegnimento di un incendio, i gas inerti, come Azoto e Argon, agiscono per: raffreddamento soffocamento inibizione chimica 5 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 6 / 15 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 7 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "idrante" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 9 / 15 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 10 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose.....). 11 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro 12 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 13 / 15 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 14 / 15 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 15 / 15 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 25 1 / 15 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 2 / 15 Le porte ad apertura manuale installate lungo le vie di esodo, in condizioni di elevata densità di affollamento, devono garantire specifici requisiti Si, devono essere dotate di dispositivi di apertura a semplice spinta secondo specifiche normative, al fine di consentire l'affidabile, immediata e semplice apertura delle porte No, è sufficiente che siano solo identificabili con specifica segnaletica No, è sufficiente che siano dotate di una maniglia funzionante 3 / 15 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 4 / 15 La severità dell'incendio dipende Dalla quantità e dalla tipologia dei materiali combustibili e dalla loro distribuzione Dalle caratteristiche di ventilazione e dalla geometria degli ambienti interessati dall'incendio Da tutti i fattori elencati negli altri due punti 5 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio clamo 6 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici, 7 / 15 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 8 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 9 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 10 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 11 / 15 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità /frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 12 / 15 Negli ambiti ove l'attività sia svolta con assente o ridotta illuminazione ordinaria (es. sale cinematografiche, sale teatrali,...) eventuali gradini lungo le vie d'esodo devono essere provvisti di illuminazione Si, sempre con idonea illuminazione "segnapasso" dei gradini No, mai No, solo nei luoghi con affollamento superiore a 1000 persone 13 / 15 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 14 / 15 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 15 / 15 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 26 1 / 15 Nella progettazione della sicurezza antincendio è consentito che si realizzino opere prive di resistenza al fuoco (Livello di prestazione I ai sensi del DM 03/08/2015) No, mai Si, a condizione che l'attività non preveda la presenza di occupanti, ad esclusione di quella occasionale e di breve durata di personale addetto Si, sempre 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di una lancia antincendio "naspo" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di acqua sull'incendio 3 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al raffreddamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 4 / 15 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 5 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 6 / 15 Un impianto automatico a pioggia sprinkler Serve ad estinguere definitivamente l'incendio, anche se si è diffuso all'intero locale servito serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 7 / 15 Il presidio antincendio "sprinkler" svolge prioritariamente un'azione di controllo dell'incendio, cioè riesce a mantenere l'incendio stesso in uno stato di "non sviluppo" o comunque di limitate dimensioni, tale da poter essere facilmente attaccato ed estinto dalle squadre di emergenza successivamente intervenute riesce sempre a spegnere in maniera completa e definitiva l'incendio Riesce ad abbattere la concentrazione dell'ossigeno a valori che non consentono lo sviluppo del fuoco 8 / 15 Con "carico di incendio specifico di progetto" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 9 / 15 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 10 / 15 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 12 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza possono essere solo di tipo "permanentemente aperte" No, fatte salve particolari condizioni di elevati carichi di incendio, possono essere anche di altra tipologia: aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio), con infissi comandati da posizione protetta e segnalata, con infissi comandanti da posizione non protetta, con chiusura bassofondente (policarbonato, PMMA,...) o con possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso Si, in alternativa si deve realizzare un impianto automatico di estrazione fumi e calore No, in alternativa possono essere istallate solo aperture dotate di sistema automatico di apertura (attivazione da impianto di rivelazione e allarme incendio) 13 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 14 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 15 / 15 Lungo le vie di esodo deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza Si, sempre qualora l'illuminazione possa risultare anche occasionalmente insufficiente a consentire l'esodo degli occupanti. No, mai No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 27 1 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore di emergenza verso l'esterno di un edificio può essere realizzato per mezzo di aperture già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) Si No, solo attraverso sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) No, solo attraverso specifici sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 2 / 15 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 3 / 15 I combustibili gassosi sono: quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni alta pressione e di alta temperatura (almeno pressione di 10 bar e temperatura di circa 100°C). I combustibili che, a seguito della reazione di combustione, si trasformano in sostanze gassose quelle sostanze che si trovano allo stato gassoso nelle condizioni normali di pressione e di temperatura (pressione atmosferica e temperatura di circa 15°C). 4 / 15 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 5 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 6 / 15 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 7 / 15 Con il simbolo E, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate L'isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo 8 / 15 Il controllo e la manutenzione regolare dei sistemi, dispositivi, attrezzature e degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (es: impianti elettrici, adduzione gas, impianti termici, ecc) rientrano fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi sono misure gestionali che non incidono sulla probabilità di accadimento di un incendio Il controllo e la manutenzione non rientrano fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 9 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la pronta disponibilità di agenti estinguenti Si, ed è attuabile nei seguenti modi: rete idranti con protezione interna o, in alternativa, per attività a più piani fuori terra, tramite colonna a secco e rete idranti con protezione esterna o presenza di almeno un idrante, derivato dalla rete interna oppure collegato alla rete pubblica, raggiungibile con un percorso massimo di 500 m dai confini dell'attività No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno sui loro mezzi gli agenti estinguenti sufficienti a fronteggiare tempestivamente ed efficacemente qualunque tipo di incendio No, la pronta disponibilità di agenti estinguenti non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 11 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività : E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 12 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 13 / 15 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 14 / 15 Ai fini della mitigazione del rischio incendio, è sempre necessario, in relazione al rischio valutato, progettare soluzioni tecniche che agevolino l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco No, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi Si, l'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco rientra fra i requisiti da garantire al fine di minimizzare il rischio incendio e raggiungere gli obiettivi di sicurezza primaria della prevenzione incendi No, le misure finalizzate all'agevolazione dell'attività di soccorso dei Vigili del Fuoco non si progettano con l'applicazione del "Codice" ma concordandole con il locale Comando VVF 15 / 15 Gli estintori di classe B devono essere posizionati a distanza non superiore a 15 m rispetto alle sorgenti di rischio (es: deposito di liquidi infiammabili) Si, No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 28 1 / 15 Le misure di protezione sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità /frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l' "esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 3 / 15 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 4 / 15 Un impianto automatico di estinzione assolve alla funzione di spegnimento dell'incendio inertizzazione preventiva dell'ambiente segnalazione acustica dell'incendio 5 / 15 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto 6 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 7 / 15 La reazione al fuoco rappresenta il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni grado di partecipazione di un materiale (o di un prodotto) al fuoco al quale è stato sottoposto la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai, …) e non strutturali (es. porte, divisori, …). 8 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 9 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità , grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 10 / 15 Le sostanze estinguenti gassose sono ugualmente efficaci per tutte le classi di incendio Si, No, sono generalmente molto efficaci su incendi di liquidi e gas infiammabili o, non essendo conduttrici, incendi che coinvolgono apparecchiature ed impianti elettrici sotto tensione No, sono generalmente molto efficaci solo su incendi di materiali organici 11 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 12 / 15 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 13 / 15 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 14 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro temporaneo" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 15 / 15 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 29 1 / 15 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 2 / 15 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 3 / 15 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 4 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità ; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 5 / 15 I combustibili gassosi possono essere conservati: in due modalità diverse (compressi o liquefatti) a seconda delle loro caratteristiche fisiche ed in particolare della temperatura critica in quattro modalità diverse (compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche ed in particolare della temperatura critica Solo liquefatti 6 / 15 Si ha calore per attrito: quando si ha sfregamento tra due materiali. quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 7 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 8 / 15 Con il termine "rischio di incendio" intendiamo la probabilità che l'evento incendio si verifichi (frequenza) e l'entità dei danni sulle persone e i beni presenti negli ambienti considerati conseguenti al verificarsi dell'evento (magnitudo) La proprietà o la qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure metodologie e pratiche del lavoro o di utilizzo di un ambiente", "potenzialmente capaci di causare un incendio" Nessuna delle definizioni riportate negli altri punti 9 / 15 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 10 / 15 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 11 / 15 Gli estintori devono essere sempre presenti nei luoghi di lavoro Si, sono un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio No, se nell'attività è presente la rete idranti non è necessario installare anche gli estintori No, se nell'attività è presente un sistema sprinkler non è necessario installare anche gli estintori 12 / 15 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 13 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo orizzontale deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,2 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 14 / 15 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio 15 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio hanno come scopo Tutti gli obiettivi indicati negli altri due punti la protezione nei confronti di un principio di incendio la protezione manuale o automatica, finalizzata all'inibizione o al controllo dell'incendio, e la protezione mediante completa estinzione di un incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 30 1 / 15 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI …) consente di limitare la propagazione dell'incendio 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 3 / 15 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 4 / 15 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 5 / 15 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 6 / 15 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 7 / 15 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 8 / 15 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) 9 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 10 / 15 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 11 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 12 / 15 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 13 / 15 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 14 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 15 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è generalmente vietato in presenza di impianti elettrici sotto tensione No, mai No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi Si Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 31 1 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 2 / 15 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituiti dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 3 / 15 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 4 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al solo raffreddamento all'esaurimento del combustibile e/o al soffocamento a una qualsiasi combinazione di soffocamento, raffreddamento, inibizione chimica, esaurimento del combustibile 5 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 6 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 7 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 8 / 15 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 9 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di prescrizione intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 10 / 15 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per gli le mani E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di usare i guanti protettivi E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di guanti protettivi 12 / 15 Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo: quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione quando il calore d'innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno 13 / 15 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 14 / 15 Un liquido "infiammabile" (combustibile), ai fini del rischio incendio/esplosione: È più pericoloso se ha basse temperature di infiammabilità È più pericoloso se ha alte temperature di infiammabilità La pericolosità dei liquidi infiammabili non dipendente dalla temperatura di infiammabilità 15 / 15 Le vie di esodo sono una misura di Protezione attiva Prevenzione Protezione passiva Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 32 1 / 15 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 2 / 15 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 3 / 15 La mitigazione del "rischio di incendio" è possibile attraverso una adeguata progettazione e realizzazione di sole misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …) e di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) di sole misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) di misure di prevenzione degli incendi (es: realizzazione impianti a regola d'arte …), di protezione (es: installazione estintori, idranti, …) e di misure precauzionali di esercizio (misure gestionali) 4 / 15 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esisitono 5 / 15 Le schiume sono molto efficaci Su incendio che coinvolgono combustibili solidi e liquidi infiammabili Su incendi che coinvolgono sostanze gassose Su incendi di classe D 6 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 7 / 15 Gli estintori sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, e si distinguono in relazione al peso complessivo in "estintori portatili" ed "estintori carrellati" No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, ma solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, cosiddetti estintori portatili 8 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 9 / 15 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 10 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 11 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 12 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 13 / 15 La segnaletica di sicurezza contribuisce alla prevenzione e protezione dai rischi di incendio Si, l'adozione della segnaletica di sicurezza favorisce la corretta gestione dell'attività anche ai fini della sicurezza antincendio No, la segnaletica è facoltativa e non contribuisce a mitigare il rischio incendio No, la segnaletica ha la finalità di prevenire solo i rischi per la salute delle persone 14 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 15 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 33 1 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 2 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase propagazione È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 3 / 15 Nell'evoluzione di un incendio si possono individuare le seguenti fasi caratteristiche Fase di ignizione, fase di propagazione, punto di flash over, fase di incendio generalizzato e fase di estinzione Fase di ignizione, fase di propagazione e incendio generalizzato (flash over) Fase di ignizione, fase di propagazione (flash over) e fase di estinzione 4 / 15 Un impianto automatico a diluvio serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza e controllandolo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure estinguendolo nello stadio iniziale è un sistema fisso di protezione antincendio che inonda totalmente l'area con acqua sotto pressione, attraverso un sistema di tubazioni e di erogatori sprinkler privi del tappo e dell'elemento termosensibile serve ad assicurare una pronta risposta all'incendio rivelandone la presenza 5 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 7 / 15 Il "limite superiore di infiammabilità " di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme): rappresenta la minima concentrazione di comburente, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la minima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. rappresenta la massima concentrazione di combustibile, in fase gas, presente nella miscela aria-combustibile che consente a quest'ultima, se innescata, di reagire dando luogo ad una combustione in grado di propagarsi a tutta la miscela. 8 / 15 Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall'ostruzione accidentale durante l'esercizio dell'attività Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell'attività No, perché in caso di emergenza l'ostruzione può essere sempre eliminata No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un'attività 9 / 15 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 10 / 15 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 11 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione gli addetti antincendio svolgono un ruolo fondamentale assicurando e sovraintendendo il corretto svolgimento delle procedure di evacuazione Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché le procedure di evacuazione sono già a conoscenza di tutti i lavoratori Non sono chiamati a svolgere alcun ruolo poiché il loro compito è solo chiamare i soccorsi esterni e tentare di spegnere l'incendio 12 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperutre ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) 13 / 15 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 14 / 15 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 15 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 34 1 / 15 Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI) sono Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell'incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) Impianti in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di segnalare l'allarme al fine di attivare le misure procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo, …) 2 / 15 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 3 / 15 I lavoratori e gli addetti antincendio che individuano prontamente un'emergenza incendio in atto devono dare l'allarme secondo le indicazioni del piano di emergenza evitando di trasmettere stato di agitazione agli altri occupanti dare l'allarme in qualunque modo per avvisare tutti dare l'allarme al Datore di Lavoro che deciderà cosa fare 4 / 15 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 5 / 15 Le classi di reazione al fuoco Sono determinate sperimentalmente, con prove di laboratorio Sono determinate dal progettista antincendio Sono stabilite dal produttore del materiale sulla base di norme di buona progettazione 6 / 15 Con il termine "segnaletica di sicurezza" intendiamo una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 7 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "triangolare", con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 9 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 10 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 11 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 12 / 15 Gli addetti al servizio antincendio, in condizione ordinarie (gestione sicurezza antincendio – GSA - in esercizio) attuano le misure antincendio in esercizio, in particolare: attuano le misure antincendio preventive; garantiscono la fruibilità delle vie di esodo; svolgono le attività di sorveglianza dei presidi antincendio Attuano le misure antincendio in emergenza, in particolare: mettono in atto le azioni previste dal piano di emergenza; attuano le misure per l'evacuazione degli occupanti; eseguono le comunicazioni previste in emergenza; supportano le squadre di soccorso; provvedono allo spegnimento di un principio di incendio Non svolgono particolari mansioni finalizzati alla Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 13 / 15 Con "carico di incendio" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 14 / 15 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 15 / 15 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 35 1 / 15 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 2 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 3 / 15 Si definisce combustione qualunque reazione chimica nella quale alcune sostanze (reagenti) si trasformano in altre (prodotti) la trasformazione che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga alterata la sua natura chimica qualunque reazione chimica nella quale un combustibile reagisce con un comburente dando luogo a sviluppo di calore, fiamme, gas e fumi 4 / 15 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (φ = 50 mm) o naspi DN 30 (φ = 30 mm) idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45(φ = 45 mm) 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 6 / 15 In un compartimento di classe 120 di resistenza a fuoco una porta deve avere resistenza a fuoco pari a la metà di quella della struttura attraversata il doppio di quella della struttura attraversata uguale a quella della struttura attraversata 7 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ritardare o prevenire il flashover e quindi la generalizzazione dell'incendio Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 8 / 15 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 9 / 15 La misura antincendio "reazione al fuoco" È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. È una misura di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase generalizzata dell'incendio, con l'obiettivo di limitare la propagazione dell'incendio È una misura di protezione attiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell'incendio, con l'obiettivo di limitare l'innesco dei materiali e la propagazione dell'incendio. 10 / 15 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività , separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala l'esposizione ad un rischio elettrico E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di apparecchiature alimentate elettricamente 12 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 13 / 15 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 14 / 15 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 15 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 36 1 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 2 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 3 / 15 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 4 / 15 La misura antincendio "Rilevazione ed allarme" ha come obiettivo la sorveglianza degli ambiti di un'attività , rilevare precocemente un incendio e diffondere l'allarme al fine di attivare le misure protettive (es. impianti automatici estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, …); attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all'incendio rivelato ed all'ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all'intera attività sorvegliata Attivare sia le misure protettive sia le misure gestionali indicate negli altri due punti 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, la "protezione sul posto" è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell'ambito in cui si trovano 6 / 15 La progettazione della misura antincendio "Operatività Antincendio" ha lo scopo di: agevolare l'efficace conduzione di interventi di soccorso dei Vigili del fuoco in tutte le attività agevolare l'efficace azione delle "addetti alla gestione dell'emergenza" aziendali in tutte le attività Agevolare l'efficace azione dei soccorsi sanitari in tutte le attività 7 / 15 La Classe di Resistenza al fuoco (es: R 60, R 90, … ) è intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in secondi, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco intervallo di tempo espresso in ore, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la resistenza al fuoco 8 / 15 Le porte installate lungo le vie di esodo devono garantire specifici requisiti Si, devono essere facilmente identificabili ed apribili da parte di tutti gli occupanti e l'apertura delle porte non deve ostacolare il deflusso degli occupanti lungo le vie d'esodo No, è sufficiente che siano solo identificabili No, è sufficiente che siano apribili da parte di tutti gli occupanti 9 / 15 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 10 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) 11 / 15 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 12 / 15 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 13 / 15 La misura "Controllo dell'incendio" ha come scopo l'individuazione dei presidi antincendio da installare nell'attività per fronteggiare gli eventuali incendi creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio attivare le misure protettive e gestionali presenti presso l'attività lavorativa 14 / 15 Gli incendi di Classe C, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 15 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività , compresi gli impianti di sicurezza Si, e si attua, ad esempio, mediante l'ubicazione dei sistemi di controllo e comando dei servizi di sicurezza destinati a funzionare in caso di incendio in posizione segnalata e facilmente raggiungibile durante l'incendio No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e controllare o arrestare gli impianti dell'attività No, la possibilità di controllare o arrestare gli impianti tecnologici e di servizio dell'attività , compresi gli impianti di sicurezza non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 37 1 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 2 / 15 Gli estintori portatili sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro se l'agente estinguente è privo di conducibilità elettrica (es: polvere, anidride carbonica) Si, su impianti e apparecchiature sino a 1000 V ed alla distanza di 1 metro a prescindere dalla sostanza estinguente No, mai 3 / 15 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 4 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 5 / 15 Nei luoghi chiusi, fatte salve incompatibilità , nei confronti di principi di incendio di classe A o classe B è opportuno l'utilizzo di estintori a base d'acqua (estintori idrici). è opportuno l'utilizzo di estintori a polvere è opportuno l'utilizzo di estintori ad anidride carbonica 6 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività Si, e si attua, ad esempio, tramite accostabilità a tutti i piani dell'autoscala o di mezzo equivalente dei vigili del fuoco No, i Vigili del Fuoco che intervengono hanno i dispositivi di protezione individuale grazie ai quali possono raggiungere ogni area dell'attività e operare contro l'incendio No, l'accessibilità protetta per i vigili del fuoco a tutti i piani dell'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 7 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chmica 8 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo di incendio E' un cartello per le attrezzature antincendio, che segnala l'ubicazione di un "estintore" E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di estintori sull'incendio 9 / 15 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 10 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 11 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo verticali maggiori o uguali a 900 mm (90 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia molto elevato, massimo 300 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 12 / 15 In un sistema di esodo sono consentite larghezze minime delle vie di esodo orizzontali maggiori o uguali a 800 mm (80 cm) Si, a condizione che l'affollamento dell'ambito servito non sia elevato, massimo 50 occupanti No, mai, le vie di esodo devono essere sempre almeno uguali o maggiori di 1,20 m, a prescindere dall'affollamento Si, solo se in presenza di percorso di esodo alternativi 13 / 15 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 14 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 15 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità " intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria – combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 38 1 / 15 Qualunque spazio a cielo libero (es: cortile, cavedio, …) è qualificabile come "spazio scoperto" ai fini del contrasto temporaneo alla propagazione dell'incendio tre le opere da costruzione o strutture che lo delimitano Si, è sufficiente che un'area sia a "cielo libero", a prescindere dalla superficie e dalle distanze fra le strutture che la delimitano, per contrastare la propagazione dell'incendio tra le opere No, un'area a "cielo libero" per potere essere qualificata come "spazio scoperto" deve avere una superficie determinata e deve essere garantita una adeguata distanza fra gli eventuali edifici che la delimitano No, nessun spazio a "cielo libero" può essere qualificato come "spazio scoperto" ai fini del contrasto alla propagazione di un incendio fra edifici che lo delimitano 2 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 3 / 15 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 4 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 5 / 15 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti 6 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC). Si, No, solo di tipo naturale (SEFNC) No, solo di tipo forzato (SEFFC) 7 / 15 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 8 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 9 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 10 / 15 Le misure di protezione passiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 11 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) si divide nei due aspetti: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e gestione della sicurezza antincendio in emergenza Si No, solo gestione della sicurezza antincendio in esercizio No, solo gestione della sicurezza antincendio in emergenza 12 / 15 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 13 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas leggeri: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 14 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 15 / 15 In presenza di liquidi infiammabili (combustibili), la probabilità che si formino vapori in quantità tali da essere incendiati aumenta con il diminuire della temperatura di infiammabilità aumenta con l'aumentare della temperatura di infiammabilità Non varia al variare della temperature di infiammabilità Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 39 1 / 15 Le reti di idranti (RI) sono composte dai seguenti componenti principali alimentazione idrica e rete di tubazioni fisse alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori alimentazione idrica, attacchi di mandata per autopompa e valvole 2 / 15 La gestione dei lavori di manutenzione o di modifica dell'attività (cantieri) rientra fra le azioni necessarie per prevenire l'insorgere di incendi è una misura gestionale che non incide sulla probabilità di accadimento di un incendio La pianificazione e gestione dei lavori all'interno dei luoghi di lavoro non rientra fra le attività finalizzate alla sicurezza antincendio 3 / 15 La Resistenza al fuoco rappresenta la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). la capacità di compartimentazione in caso di incendio per gli elementi di separazione strutturali (es. muri, solai,...) e non strutturali (es. porte, divisori,...). 4 / 15 La carica degli estintori portatili utilizzabili in ambienti accessibili al pubblico Non può essere superiore a 6 kg o 6 litri Può essere di qualunque perso, anche superiore a 6 kg Può essere di qualunque perso, anche superiore a 20 kg 5 / 15 In caso di mancata presenza di uno degli elementi del "triangolo del fuoco" (combustibile, comburente e innesco/sorgente di calore) La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso con percentuali elevate di ossigeno in aria La reazione di combustione (incendio) non ha luogo La reazione di combustione (incendio) può avvenire lo stesso se in presenza di un'adeguata quantità di materiale combustibile 6 / 15 Il sistema di esodo (vie di esodo verticali, orizzontali, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 7 / 15 Gli incendi di Classe D, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 8 / 15 La compartimentazione è realizzata mediante Elementi strutturali e non aventi la capacità di conservare, sotto l'azione del fuoco, i requisiti di resistenza, tenuta ai fumi e isolamento termico per un determinato intervallo di tempo interposizione di distanze di separazione, tra opere da costruzione o altri bersagli combustibili, anche ubicati in spazio a cielo libero Entrambe le modalità indicate negli altri due punti 9 / 15 Gli ugelli regolatori distribuiti sull'area protetta dagli impianti a pioggia sprinkler Sono tutti aperti, all'attivazione dell'allarme viene erogata acqua contemporaneamente in tutto il locale protetto Sono chiusi con elementi che ad una data temperatura (termosensibili) si "rompono" consentendo all'acqua di uscire Sono chiusi con elementi che si "rompono" alla temperatura di progetto, che è sempre di 200 °C 10 / 15 Con il termine "compartimento a prova di fumo" intendiamo un compartimento separato dagli altri compartimenti adiacenti mediante strutture EI adeguate senza alcuna comunicazione un compartimento realizzato in modo da limitare l'ingresso di fumo generato da un incendio che si sviluppa in compartimenti comunicanti Un compartimento dove è vietato fumare 11 / 15 Le classi di reazione al fuoco 1 IM, 2 IM e 3 IM Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei mobili imbottiti Esprimono la classificazione alla reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 12 / 15 La prevenzione di un incendio in un luogo di lavoro può essere ottenuta solo riducendo gli inneschi efficaci solo riducendo il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti anche riducendo gli inneschi efficaci e il quantitativo di materiale combustibile presente negli ambienti 13 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, specificando le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso (in particolare ai VVF), nonché le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza e le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, specificando che il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 14 / 15 Le reti di idranti (RI) si distinguono in RI ordinarie e RI all'aperto No, esistono solo le RI ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione Si, ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, e all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto No, esistono solo le RI all'aperto, destinate alla protezione di attività ubicate all'aperto 15 / 15 In un ambiente con presenza di gas o vapori più pesanti dell'aria le aperture di ventilazione devono essere disposte sul tetto a filo pavimento a filo soffitto Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 40 1 / 15 La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri: tipologia, pezzatura e forma del materiale grado di porosità contenuto dell'umidità del materiale e ventilazione da tutti i parametri indicati negli altri due punti 2 / 15 La propagazione della combustione richiede la presenza contemporanea di Combustibile, comburente e temperatura adeguata Combustibili e temperatura adeguata Comburente e temperatura adeguata 3 / 15 Il combustibile, sostanza che si trasforma durante l'incendio, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso: No, i combustibili sono sostanze solo allo stato solido No, i combustibili sono sostanze che possono essere solo allo stato solido o liquido Si, i combustibili possono trovarsi in uno dei tre stati (combustibile solido, liquido o gassoso) 4 / 15 Le misure di protezione attiva sono tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l'azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio 5 / 15 Immagazzinando combustibili che sviluppano vapori più pesanti dell'aria il pericolo è maggiore: in locali sotterranei in locali al piano terra in locali sopraelevati 6 / 15 Con il seguente segnale di sicurezza indichiamo: Il punto di installazione di un estintore portatile Il punto di installazione di un estintore carrellato Il locale del luogo di lavoro nel quale sono collocati tutti gli estintori per affrontare un principio di incendio 7 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "corridoio cieco" intendiamo Una porzione di via d'esodo da cui è possibile l'esodo in un'unica direzione Una porzione di via d'esodo nella quale non sono realizzate aperture di aerazione e illuminazione naturale Un percorso senza ostacoli al deflusso, appartenente al sistema d'esodo, che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 8 / 15 Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio 9 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, dettaglia i compiti ed incarichi affidati agli addetti antincendio Si, in generale: le modalità di allertamento per avvisare dell'emergenza in atto e delle chiamate di emergenza e soccorso, in particolare ai VVF; le modalità di primo intervento negli ambiti coinvolti nell'emergenza; le modalità di avvio e coordinamento dell'evacuazione Si, in particolare il principale compito affidato agli addetti antincendio è chiamare i soccorsi, in particolare ai VVF No, il piano di emergenza delinea in generale le attività da mettere in campo in caso di incendio poiché gli addetti antincendio sono formati e sanno cosa fare 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala il pericolo per le vie respiratorie E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'obbligo di protezione delle vie respiratorie E' un cartello di divieto, che vieta l'utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie 11 / 15 L'incendio è qualunque reazione chimica nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore qualunque reazione chimica che avviene in un luogo di lavoro nella quale un combustibile, sostanza ossidabile, reagisce con un comburente, sostanza ossidante, liberando energia, in genere sotto forma di calore una combustione in atmosfera di ossigeno (quello contenuto nell'aria), che avviene in un luogo non predisposto ad accoglierla e che per tale motivo spesso sfugge al controllo dell'uomo 12 / 15 Gli estintori portatili sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, 13 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato e la loro posizione deve essere sempre segnalata con opportuni segnali di sicurezza Si, in particolare la segnaletica dovrà indicare la tipologia di estintore (portatile o carrellato) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio non è necessario segnalarli No, è sufficiente che siano indicati nella planimetria affissa nei locali del luogo di lavoro 14 / 15 Nel caso di un dardo di fuoco originato da una fuga di gas da una tubazione o da una flangia si procede immediatamente all'intercettazione della fuga di gas allo spegnimento con acqua allo spegnimento con schiuma 15 / 15 La scelta dell'agente estinguente: Dipende dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente, dalle dimensioni del fuoco prevedibile e dalla natura dei prodotti combustibili Dipende solo dalle caratteristiche delle proprietà della sostanza estinguente È effettuata dal Datore di Lavoro, sulla base del suo giudizio esperto Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 41 1 / 15 Le schiume hanno le stesse limitazioni di impiego dell'acqua Si, essendo l'acqua un componente essenziale della schiuma estinguente No, essendo un aggregato di bolle di gas non ha limitazioni di impiego Si, ma solo per le attività che non possono essere classificate a basso rischio di incendio 2 / 15 Il Datore di Lavoro, nel predisporre il piano di emergenza, deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, Si, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC). No, non è necessario è sufficiente incaricare gli addetti antincendio che provvederanno in base alla loro formazione ed esperienza a gestire le persone con esigenze speciali No, è sufficiente comunicare durante la chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco l'eventuale presenza di persone con esigenze speciali 3 / 15 I sistemi automatici di inibizione, controllo o estinzione dell'incendio adottati nella misura "controllo dell'incendio" possono erogare diversa tipologia di agenti estinguenti (acqua, gas, polvere …) No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo acqua (impianti sprinkler o diluvio) Si, in relazione alla classe dell'incendio e al rischio di incendio presente nell'attività No, i sistemi utilizzati per il "controllo dell'incendio" possono erogare solo agenti estinguenti di tipo gassoso 4 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), nelle attività lavorative la "formazione ed informazione" del personale ai rischi specifici dell'attività : E' una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) non contempla i concetti di "formazione e informazione" Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 5 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: esclusivamente di una fiamma libera che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di una generica sorgente di calore che fornisca l'energia necessaria per attivare la reazione di combustione di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 6 / 15 Con il simbolo REI 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 7 / 15 Nei luoghi di lavoro, in conformità alle disposizioni dettate dal Dlgs 81/2008, è sempre obbligatorio per il Datore di Lavoro adottare idonee misure per prevenire gli incendi e tutelare l'incolumità delle persone No, si attuano solo se a seguito di specifica valutazione del rischio incendio il luogo di lavoro non risulta a rischio di incendio basso No, solo per i luoghi di lavoro che sono contemporaneamente attività soggette ai controlli dei vigili del fuoco Si, nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio adottare misure per prevenire gli incendi 8 / 15 Gli incendi di Classe F, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di metalli combustibili e sostanze chimiche contenenti ossigeno comburente (magnesio, potassio, fosforo, sodio, titanio, alluminio, carburi, nitrati, clorati, perclorati, perossidi ….). incendi che interessano sostanze usate nella cottura (oli e grassi vegetali o animali) 9 / 15 Con il termine "campo di infiammabilità " intendiamo: L'intervallo di concentrazione "miscela aria – combustibile" compreso fra il limite inferiore di infiammabilità ed il limite superiore, caratteristici per ciascuna sostanza L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende L'intervallo di temperature in corrispondenza della quale un liquido combustibile o un gas si innescano 10 / 15 I liquidi di categoria "C" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 11 / 15 Il sistema di esodo deve essere facilmente riconosciuto e identificabile dagli occupanti Si, sempre mediante apposita segnaletica di sicurezza No, è sufficiente che le vie di esodo siano indicate nelle planimetrie semplificate affisse ai piani No, solo nei luoghi con elevata densità di affollamento 12 / 15 la finalità della misura Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) È di garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio E' di garantire nel tempo un adeguato livello di manutenzione delle attrezzature e impianti antincendio E' di garantire nel tempo una adeguato livello di affidabilità degli impianti di protezione attiva a disponibilità superiore 13 / 15 La maschera a filtro si può usare in ambiente con presenza di ossigeno non inferiore al 6% al 12% al 17% 14 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC) creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio hanno lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio hanno lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 15 / 15 L'anidride carbonica, che si può sviluppare durante gli incendi in ambienti chiusi: È una sostanza tossica per il sangue che impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante che, pur non producendo effetti tossici sull'organismo, può essere pericolosa perché si sostituisce all'ossigeno nell'aria E' un gas che non comporta mai rischi per le persone Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 42 1 / 15 Il "Controllo Fumo e Calore" si attua attraverso la realizzazione di: aperture di smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) e sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) Solo attraverso smaltimento di fumo e calore d'emergenza, sistemi di ventilazione orizzontale forzata del fumo e del calore (SVOF) Solo attraverso sistemi per l'evacuazione di fumo e calore (SEFC) 2 / 15 I punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI), per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l'allarme d'incendio dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. dovrebbero sempre essere collocati negli eventuali spazi calmi, se previsti. dovrebbero essere collocati ad una quota non superiore di 50 cm dal piano di calpestio. 3 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa dove è il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica il punto di raccolta E' un cartello di salvataggio, che indica che al centro dell'ambiente in cui è collocato siamo al sicuro 4 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi sono: solo raffreddamento solo sottrazione del combustibile e soffocamento raffreddamento, sottrazione del combustibile, soffocamento e inibizione chmica 5 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "Luogo sicuro" intendiamo Un luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano Uno spazio a "cielo libero" (cortile, ….) 6 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere al soffocamento, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 7 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), la pubblica via può essere qualificata come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo? Non sempre, dipende dalla larghezza della via No, mai Si, sempre 8 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di ridurre gli effetti termici sulle strutture dell'ambiente protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 9 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve contenere le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali unicamente le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti unicamente le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo 10 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di divieto intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 11 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l'"esodo per fasi" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 12 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore di tipo naturale (SENFC) prevedono la realizzazione di evacuatori ad apertura automatica in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'attivazione di estrattori meccanici in grado di mantenere uno strato libero da fumo fino ad una altezza stabilita in fase di progettazione e comunque superiore all'altezza di una persona prevedono l'apertura automatica delle aperutre ordinariamente disponibili per la funzionalità dell'attività (es. finestre, lucernari, porte, …) 13 / 15 Per ottenere lo spegnimento dell'incendio si può ricorrere all'esaurimento del combustibile, che consiste Nell'allontanamento o separazione della sostanza combustibile dal focolaio d'incendio; Nella separazione del comburente dal combustibile o riduzione della concentrazione di comburente in aria; Nella sottrazione di calore fino ad ottenere una temperatura inferiore a quella necessaria al mantenimento della combustione; 14 / 15 L'interposizione di un'adeguata distanza di separazione "d" in spazio a cielo libero fra edifici adiacenti ovvero fra edifici e depositi esterni di materiale combustibile, opportunamente valutata sulla base delle indicazioni fornite dalle regole di prevenzioni incendi, consente di limitare la propagazione dell'incendio. Si, un'adeguata distanza di separazione consente di limitare l'irraggiamento, al di sotto di valori critici, fra il compartimento interessato dall'incendio e altri compartimenti o materiali combustibili in deposito No, non è necessario valutare tali distanze, qualunque spazio a cielo libero consente di garantire la limitazione della propagazione dell'incendio No, solo strutture o elementi tagliafuoco (REI, EI …) consente di limitare la propagazione dell'incendio 15 / 15 Nell'ambito della sicurezza antincendio, il rischio per la salvaguardia dell'incolumità delle persone è caratterizzato dalla caratteristica prevalente degli occupanti (δocc) e dalla velocità caratteristica prevalente di crescita dell'incendio (δα), Solo dalla velocità di crescita dell'incendio (δα), Solo dalle caratteristiche degli occupanti (δocc) Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 43 1 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente è vietato in presenza di sostanze reagenti con essa in modo violento ed esplosivo o che possono dar luogo a prodotti tossici o corrosivi No, l'importante è provare a spegnere il principio di incendio No, l'uso dell'acqua è vietato solo in presenza di impianti elettrici Si 2 / 15 I combustibili gassosi, in relazione alla densità relativa all'aria, sono classificati gas pesanti: se la densità relativa all'aria è minore del valore di soglia 0.8 (es. metano,ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 0.8 (es. GPL, acetilene, ecc.). se la densità relativa all'aria è maggiore del valore di soglia 1.0 3 / 15 Le superfici dei percorsi individuati come vie di esodo (corridoi, scale, androni,...) devono garantire specifici requisiti Si, non devono essere sdrucciolevoli, né presentare avvallamenti o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti No, è sufficiente che i percorsi di esodo adducono all'esterno, a prescindere dalle caratteristiche delle superfici No, è sufficiente che siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito degli occupanti 4 / 15 La porta "taglia fuoco" (porta EI) è L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra compartimenti adiacenti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra scala protetta e piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio L'elemento di chiusura di un varco di comunicazione tra la scala a prova di fumo e i piani serviti, in grado di limitare per un determinato intervallo di tempo la propagazione degli effetti di un incendio 5 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in emergenza riguarda l'attivazione e l'attuazione del piano di emergenza. L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose....). 6 / 15 Il Piano di Emergenza che il Datore di Lavoro redige ai sensi del Dlgs 81/2008 è L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base della valutazione del rischio incendio nonché in risposta ad altri eventuali eventi emergenziali credibili (es terremoto,...) L'organizzazione della risposta all'emergenza sviluppata e implementata sulla base dell'esperienza del Datore di Lavoro L'organizzazione della risposta all'emergenza mediante la redazione delle procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro 7 / 15 I liquidi di categoria "A" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 8 / 15 Per diminuire il pericolo d'incendio in un locale adibito allo stoccaggio di liquidi infiammabili si può aumentare la temperatura del locale dotare il locale di aperture di ventilazione naturale aumentare la pressione dell'aria nel locale 9 / 15 Al fine di realizzare una compartimentazione efficace è fondamentale che le chiusure d'ambito orizzontali e verticali costituiscano una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell'incendio No, eventuali discontinuità , grandi o piccole, (attraversamenti di impianti tecnologici o di processo, canalizzazioni, ecc) non invalidano le proprietà di compartimentazione delle chiusure di ambito La continuità delle chiusure di ambito orizzontali e verticali sono fondamentali per garantire una effettiva ed efficace compartimentazione; pertanto, la loro realizzazione deve essere particolarmente accurata (giunzioni, serrande tagliafuoco, ecc) Si, ma solo in caso di attività utilizzate prevalentemente da persone classificabili di tipo C, D ed E ai fini del Rvita 10 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve identificare un adeguato numeri di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste Si, il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili No, è sufficiente che tra i lavoratori almeno due unità siano formate e addestrate per svolgere l'incarico di addetti antincendio No, solo per le attività con un numero di occupanti maggiore di 1000 11 / 15 Gli estintori portatili a base d'acqua sono idonei all'utilizzo su impianti e apparecchiature elettriche Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro, ma solo se questa caratteristica è riportata sull'etichetta dell'estintore a seguito del superamento della prova dielettrica prevista dalla normativa Si, su impianti e apparecchiature sino a un massimo di 1000 V operando alla distanza di almeno 1 metro No, mai 12 / 15 La finalità della misura Esodo (S.4) è quella di assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano assicurare che gli occupanti dell'attività possano permanere al sicuro prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano 13 / 15 Affinché la reazione di combustione abbia inizio, deve sempre verificarsi: La contemporanea presenza del combustibile e del comburente La contemporanea presenza del combustibile, del comburente e dell'innesco/sorgente di calore La contemporanea presenza del combustibile e della giusta temperatura o innesco 14 / 15 L'adozione di istruzioni e segnaletiche contenenti i divieti e le precauzioni da osservare è una misura di prevenzione incendi è una misura di protezione incendi Non è una misura che contribuisce alla mitigazione del rischio incendio 15 / 15 Gli estintori carrellati sono mezzi di estinzione da usare per pronto intervento sui principi d'incendio Si, sono quelli che hanno una massa fino a 150 kg No, sono mezzi di protezione da utilizzate per l'estinzione completa di un incendio generalizzato Si, solo quelli che hanno una massa minore o uguale a 20 kg, Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 44 1 / 15 La temperatura di accensione rappresenta la minima temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità tale da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, brucia spontaneamente Rappresenta la temperatura in corrispondenza della quale un liquido va in ebollizione rappresenta la minima temperatura alla quale una sostanza combustibile (solida, liquida o gassosa), in presenza di aria inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza necessità di innesco o di energia dall'esterno 2 / 15 Il flash over è l'istante di innesco dell'incendio l'istante di estinzione dell'incendio l'istante di propagazione generalizzata dell'incendio 3 / 15 La tubazione flessibile degli "idranti a muro DN 45 (φ = 45 mm)" è in genere lunga 50 metri 20 metri 10 metri 4 / 15 I valori del carico di incendio specifico di progetto adottati nel progetto della prevenzione incendi costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della costruzione No, la progettazione della resistenza al fuoco non è influenzata dai valori assunti dal carico di incendio specifico di progetto No, in generale, la gestione delle condizioni previste in fase di progetto non influisce sulla sicurezza antincendio Si, il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il valore del carico di incendio specifico di progetto è un obbligo di esercizio per le attività che vengono svolte nella costruzione 5 / 15 In un luogo di lavoro, per mantenere nel tempo il livello di sicurezza antincendio realizzato, è necessario organizzare un adeguato controllo degli ambienti (verificare che i percorsi di esodo siano sempre fruibili e liberi da ostacoli, verificare il funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte, ecc) Si, la verifica delle condizioni di esercizio stabilite nella progettazione della sicurezza è fondamentale ai fini della mitigazione del rischio incendio No, il controllo degli ambienti di lavoro non influisce sulla sicurezza antincendio dell'attività No, il datore di lavoro ha solo l'obbligo di fare manutenzione agli impianti e alle attrezzature antincendio 6 / 15 La temperatura in corrispondenza della quale inizia la combustione è definita: Temperatura di infiammabilità Temperatura di ebollizione temperatura di accensione o temperatura di ignizione 7 / 15 La probabilità che possa verificarsi un incendio aumenta con la quantità di materiali combustibili con la presenza di sorgenti di innesco con la quantità di liquidi infiammabili 8 / 15 La lunghezza d'esodo deve essere valutata sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita sulla base del carico di incendio in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti 9 / 15 Con il termine "segnaletica di sicurezza" intendiamo una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un'attività o ad una situazione determinata, fornisce un'indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 10 / 15 Il comburente è: una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione endotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze combustibili provoca una reazione esotermica una sostanza che a contatto con altre sostanze comburenti provoca una reazione esotermica 11 / 15 Fra diverse attività o ambiti della stessa attività , separate da spazio a cielo libero, è possibile la propagazione di un incendio No, mai; l'interposizione di uno spazio superiormente libero (cortile, strada, ecc) fra due edifici non consente la propagazione di un incendio in nessun caso Si, pertanto, al fine di impedire la propagazione di un incendio all'esterno di un'attività è sempre necessario verificare che sia esistente una adeguata distanza di separazione fra ambiti della stessa attività o verso altre attività Si, ma solo in caso di attività non classificabili a basso rischio di incendio 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", le forme e i colori utilizzati per i cartelli di sicurezza da impiegare nei luoghi di lavoro Sono puntualmente definiti nel DLgs 81/2008 in funzione del loro oggetto specifico e delle indicazioni fornite (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio) Sono scelti dal Datore di Lavoro Sono scelti dal professionista incaricato della valutazione del rischio 13 / 15 I Sistemi di evacuazione del fumo e del calore (SEFC), fra i diversi obiettivi, hanno anche quello di limitare i danni agli impianti di servizio o di processo ed al contenuto dell'ambito protetto Si, poiché creano e mantengono uno strato d'aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell'ambiente protetto mediante l'evacuazione di fumo e calore prodotti dall'incendio No, hanno solo lo scopo di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno solo lo scopo agevolare lo smaltimento di fumo e calore dall'attività dopo l'incendio, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza. 14 / 15 Le fiamme sono formate da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati) disperse nei gas prodotti durante la combustione sono costituite dall'emissione di luce come reazione conseguente alla combustione di gas sviluppatosi in un incendio sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. 15 / 15 Le sostanze estinguenti che intervengono sul processo di combustione, nel loro impiego possono mettere in atto le seguenti azioni di spegnimento Solo effetti di soffocamento e raffreddamento Solo effetti di diluizione e inibizione chimica Tutti e quattro gli effetti elencati negli altri punti Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 45 1 / 15 La prestazione di un estintore, cioè la "grandezza dell'incendio" che è in grado di estinguere È determinata sperimentalmente e in funzione della classe dell'incendio ed è indicata con un codice composto da lettere e numeri (es 13 A – 89 B) Dipende dall'abilità dell'utilizzatore È stabilita dal datore di lavoro sulla base della propria esperienza 2 / 15 Con il termine "compartimento" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) parte dell'opera da costruzione nella quale la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio sia resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 3 / 15 Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori No, le tubazioni sono piene è l'acqua è scaricata solo nell'area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all'acqua si uscire Si Gli impianti a diluvio non esisitono 4 / 15 Nell'attuazione delle procedure di evacuazione, le azioni e le attività che devono svolgere gli addetti antincendio sono Accertarsi che le uscite di sicurezza siano fruibili nonché tutte le altre azioni indicate negli altri due punti sorvegliare la corretta evacuazione delle persone, accertarsi che nessun occupante abbia problemi a raggiungere l'uscita, assistere le persone con specifiche necessità (disabili,...) fino al raggiungimento del punto di raccolta riunire gli occupanti presso il punto di raccolta; verificare, tramite appello dei presenti, che tutti gli occupanti abbiano raggiunto il luogo sicuro; verificare che tutte le persone presso il luogo di raccolta rimangano nelle aree prestabilite fino al termine dell'emergenza 5 / 15 I Sistemi di ventilazione forzata orizzontale del fumo e del calore (SVOF), svolgono la funzione di smaltimento di fumo e calore d'emergenza Si, come le aperture di smaltimento, possono facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori, fornendo condizioni favorevoli per le squadre di soccorso da un punto di accesso sino alla posizione dell'incendio No, hanno lo scopo di garantire, per un determinato intervallo di tempo, un'adeguata altezza libera dai fumi in caso di incendio nel compartimento di innesco No, hanno lo scopo di impedire, per un determinato intervallo di tempo, la formazione delle condizioni di "flash over" (incendio generalizzato) nel compartimento di innesco 6 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori, anche se non addetti antincendio Si, in particolare nel piano di emergenza devono essere indicati anche i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare No, deve essere portato a conoscenza solo agli addetti antincendio che devono attuare gli incarichi e i compiti assegnati No, deve essere portato a conoscenza dei VVF che devono intervenire in caso di incendio 7 / 15 Le classi di reazione al fuoco A1, A2, B, C, D, E ed F Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 8 / 15 Gli incendi di Classe A, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 9 / 15 Una reazione di combustione può produrre solo fiamme calore, fiamme, gas e fumi solo calore, gas e fumi 10 / 15 Le principali sorgenti di attivazione dell'incendio sono Tutte quelle indicate negli altri punti Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici, 11 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo verso spazio clamo 12 / 15 La Gestione della Sicurezza Antincendio è la misura di sicurezza antincendio finalizzata alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza, sia in fase di esercizio che in fase di emergenza, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure finalizzata solo alla gestione di un'attività in condizioni di sicurezza in fase di esercizio, attraverso l'adozione di una organizzazione che prevede ruoli, compiti, responsabilità e procedure non è una misura di sicurezza antincendio ma una strategia 13 / 15 La finalità della Resistenza al fuoco è quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per un tempo minimo necessario al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di prevenzione incendi quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, per tutta la durata dell'incendio quella di garantire la capacità portante delle strutture in condizioni di incendio nonché la capacità di compartimentazione, il tempo sufficiente a garantire l'esodo delle persone 14 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro deve essere basato su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio e includere anche una o più planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio deve essere basato solo su chiare istruzioni scritte relative alle modalità di risposta all'incendio È composto solo da planimetrie descrittive dei luoghi e riportanti l'ubicazione dei presidi antincendio 15 / 15 Nello spegnimento di un incendio, le polveri, agiscono per: raffreddamento e soffocamento inibizione chimica tutti i parametri indicati negli altri due punti Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 46 1 / 15 Le "Classi", cioè l'intervallo di tempo nel quale è garantito il requisito di resistenza al fuoco del prodottoelemento costruttivo Sono codificati dalle disposizioni legislative in materia (ES: elementi portanti privi di funzione di compartimento R 15,20,30, 45, 60....) Sono codificati da progettista della prevenzione incendi Sono codificati dal Comando VVF competente territorialmente 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, l' "esodo simultaneo" da un'opera di costruzione è modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro. modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l'evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l'evacuazione del compartimento di primo innesco modalità di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente capace di contenerli e proteggerli fino a quando l'incendio non sia estinto o fino a che non si proceda ad una successiva evacuazione fino a luogo sicuro 3 / 15 Tra le misure di "Operatività Antincendio" rientra l'accessibilità per mezzi di soccorso antincendio, Si, al fine di agevolare gli interventi dei VVF, generalmente deve essere garantita la possibilità di avvicinare i mezzi di soccorso a distanza 50 m dagli accessi dell'attività No, l'importante che i mezzi possano arrivare tramite la pubblica il più vicino possibile al luogo dell'intervento, a prescindere dalla distanza degli accessi all'attività No, l'accessibilità per i mezzi di soccorso all'attività non influisce sulla mitigazione del rischio di incendio dell'attività 4 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'acqua, agisce per: raffreddamento e soffocamento Solo soffocamento inibizione chimica 5 / 15 Le polveri utilizzate come agenti estinguenti sono sempre idonee per qualunque classe di incendio No, esistono diverse tipologie di polveri che forniscono prestazioni diverse a seconda della classe di incendio No, le polveri sono efficaci solo per gli incendi di classe A Si 6 / 15 L'impiego dell'acqua come agente estinguente può essere sconsigliato in caso di ambienti con presenza di apparecchiature delicate e documenti a causa del danno che potrebbe derivarne per gli stessi No, l'importante è provare a spegnere sempre e comunque il principio di incendio Si, però solo nei luoghi di lavoro classificati a basso rischio di incendio Si 7 / 15 Con il simbolo RE 60 si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante, la tenuta e l'isolamento termico deve conservare, per 60 minuti, la capacità portante e la tenuta deve conservare, per 60 minuti, solo la capacità portante. 8 / 15 Gli autorespiratori a ciclo aperto dispongono di bombole contenenti: Ossigeno puro Aria compressa Aria ed ossigeno 9 / 15 Un estintore è caratterizzato dall'agente estinguente che contiene Si, e si dividono in: a polvere, ad anidride carbonica, ad acqua e agenti estinguenti a base d'acqua (schiuma) ed a "clean agent") No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo a polvere No, gli estintori nei luoghi di lavoro possono essere solo ad anidride carbonica 10 / 15 Il combustibile è: Qualunque sostanza ossidante, in genere l'ossigeno presente nell'aria, che partecipa alla reazione di combustione Il calore fornito alle sostanze combustibili e comburenti per attivare la reazione di combustione Qualunque sostanza che, ossidandosi, partecipa alla reazione chimica di combustione 11 / 15 Gli estintori devono essere sempre disponibili per l'uso immediato Si, pertanto devono essere collocati in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo i percorsi d'esodo in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 12 / 15 Le sostanze estinguenti normalmente utilizzate sono Solo l'acqua, la schiuma e le polveri Solo i gas inerti (Ar, N, CO2) Tutte le sostanze elencate negli altri punti possono essere utilizzate come agenti estinguenti 13 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che segnala la presenza di sostanze infiammabili E' un cartello di prescrizione, che prescrive l'uso di sostanze infiammabili E' un cartello di divieto, che vieta l'uso di sostanze infiammabili 14 / 15 Durante l'uso di un estintore è preferibile indirizzare l'agente estinguente: sempre sullo stesso punto alla base delle fiamme muovendo l'erogazione a ventaglio in senso orizzontale, avendo cura di indirizzare il getto sempre alla base delle fiamme muovendo l'erogazione dall'alto verso il basso 15 / 15 I gas di combustione è la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di una determinata quantità di combustibile sono quei prodotti allo stato gassoso che si hanno prima della reazione di combustione sono quei prodotti della combustione che rimangono allo stato gassoso anche quando raggiungono, raffreddandosi, la temperatura ambiente. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 47 1 / 15 La finalità della Compartimentazione è quella di limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia, e all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo all'interno della stessa attività limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti solo verso altre attività , afferenti ad altro responsabile dell'attività o di diversa tipologia 2 / 15 La progettazione e realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici e di servizio (impianti elettrici, gas, riscaldamento, eccc) può essere considerata una misura di prevenzione degli incendi Si, perché la progettazione e realizzazione deve essere effettuata in modo da limitare la probabilità di costituire causa di incendio ed esplosione No, poiché la progettazione e realizzazione ha come obiettivo quello di limitare solo la propagazione di un incendio La progettazione e realizzazione di impianti tecnologici e di servizio non influisce sul rischio incendio dell'attività lavorativa 3 / 15 L'ascensore antincendio è un ascensore installato principalmente per uso degli occupanti, munito però di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che lo rendono in grado di essere impiegato, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso di incendio un ascensore utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio ed eventualmente, per l'evacuazione di emergenza degli occupanti un ascensore protetto da impianti automatici di spegnimento 4 / 15 Per i combustibili liquidi, la reazione di combustione, in presenza di innesco, si genera quando: il liquido emette una quantità di vapori sufficienti, opportunamente miscelati con l'aria Il liquido a una bassa temperatura di combustione o accensione Il liquido non è chiuso in un contenitore metallico 5 / 15 Gli addetti al servizio antincendio attuano le misure antincendio in esercizio e in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) e nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in emergenza, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nel piano di emergenza Attuano solo le misure antincendio in esercizio, con le modalità stabilite dal datore di lavoro nei documenti della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA) 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di usare fiamme libere E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare fiamme libere E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare fiamme libere 7 / 15 Il Piano di Emergenza, redatto dal Datore di Lavoro per fronteggiare gli eventuali incendi che possono interessare il luogo di lavoro, deve indicare le specifiche procedure per la chiamata dei vigili del fuoco Si, in modo da fornire correttamente informazioni utili per il soccorso: indirizzo del luogo di lavoro; tipologia emergenza e gravità ; eventuale presenza di infortunati e di materiali e/o sostanze pericolosi presenti; informazioni su accesso e vie preferenziali per raggiungere il sito No, è sufficiente indicare il numero di soccorso da chiamare nelle planimetrie ubicate nel luogo di lavoro No, gli addetti antincendio incaricati sono formati e addestrati e non necessitano di altre istruzioni 8 / 15 Le vie di esodo devono avere un'altezza minima di 2 metri Si, ad eccezione di brevi tratti segnalati di vie di esodo utilizzabili esclusivamente da personale specificamente formato ovvero utilizzate occasionalmente da un numero limitato di occupanti No, l'altezza la stabilisce il progettista sulla base della valutazione del rischio Si, solo se in presenza di elevati affollamenti 9 / 15 Le sostanze estinguenti sono sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica sostanze aventi la proprietà di interrompere la combustione sostanze che, in presenza di comburenti, possono comunque sostenere un processo di combustione 10 / 15 Con il termine "filtro" intendiamo parte dell'opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco (EI,...) Un compartimento antincendio nel quale, per basso carico di incendio e limitata presenza di sorgenti di innesco, la probabilità di avvio e sviluppo dell'incendio è resa trascurabile spazio "cielo libero" avente caratteristiche tali da contrastare temporaneamente la propagazione dell'incendio tra le eventuali opere da costruzione o strutture che lo delimitano 11 / 15 I lavoratori, in caso di emergenza incendio Devono seguire le indicazioni del piano di emergenza redatte dal Datore di Lavoro Intervenire nel luogo interessato cercando di spegnere in ogni modo l'incendio Devono allontanarsi dal luogo di lavoro, il più velocemente possibile e con qualunque modalità 12 / 15 Le aperture di smaltimento individuate nella progettazione dello smaltimento di fumo e calore d'emergenza devono essere uniformemente distribuite nel compartimento servito e preferibilmente poste nella porzione superiore dei locali Si, al fine di facilitare lo smaltimento dei fumi e gas caldi No, è sufficiente che ci siano aperture di superficie adeguata, a prescindere dalla posizione No, è preferibile che le aperture siano nella porzione inferiore dei locali 13 / 15 Il "carico di incendio" è un parametro fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio Si, in particolare il "carico di incendio specifico di progetto" è fondamentale per la progettazione della resistenza al fuoco delle strutture Si, è il parametro indicativo del rischio di incendio presente in un luogo di lavoro Si, solo nel caso di approccio ingegneristico alla progettazione della sicurezza antincendi 14 / 15 Gli apparecchi erogatori utilizzati nelle reti idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all'interno di opere da costruzione, si dividono in: idranti a muro di DN 50 (φ = 50 mm) o naspi DN 30 (φ = 30 mm) idranti a muro di DN 45 (φ = 45 mm) o naspi di DN 25 (φ = 25 mm) Nelle reti idranti ordinarie si utilizzano esclusivamente idranti a muro DN 45(φ = 45 mm) 15 / 15 Gli estintori Sono un presidio antincendio base e il loro impiego è riferibile solo ad un principio d'incendio Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'estinzione completa di incendi anche generalizzati Sono un presidio antincendio e il loro impiego è riferibile all'inibizione di un incendio Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 48 1 / 15 Le classi di reazione al fuoco 0, 1, 2, 3, 4 e 5 Esprimono le classi italiane di reazione al fuoco dei materiali Esprimono le classi europee di reazione al fuoco dei materiali Non esprimono una classificazione al fuoco per nessun materiale 2 / 15 I liquidi di categoria "B" sono i liquidi aventi temperatura di infiammabilità inferiore a 21°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità compresa tra 21°C e 65°C liquidi aventi temperatura di infiammabilità oltre 65° e fino a 125°C 3 / 15 Ai fini dell'identificazione degli elementi del sistema di esodo con il seguente cartello intendiamo: Luogo sicuro, punto di ritrovo Spazio calmo, attesa dei soccorritori Via di esodo 4 / 15 La rete idrica antincendi o rete idranti è un impianto di protezione attiva finalizzato al "controllo dell'incendio" sì, è un impianto fisso ad azionamento automatico sì, è un impianto fisso ad azionamento manuale no, è un impianto fisso finalizzato alla rilevazione dell'incendio 5 / 15 Il monossido di carbonio (CO), gas tossico per il sangue, che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È un gas la cui presenza non viene rilevata dall'uomo poiché è inodore, incolore e non irritante E' un gas dal colore caratteristico ed è facilmente individuabile dall'uomo E' un gas dall'odore caratteristico di mandorle ed è facilmente percepibile dall'uomo 6 / 15 Nello spegnimento di un incendio, l'anidride carbonica (CO2), agisce per: soffocamento soffocamento e raffreddamento inibizione chimica 7 / 15 Le porte EI "tagliafuoco", munite di "fermi elettromagnetici in apertura" asserviti a impianti IRAI, sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 8 / 15 I sistemi di controllo dell'incendio (estintori, idranti, naspi, …) sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro installazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 9 / 15 Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati Si, in modo che i piani di emergenza delle singole attività siano coerenti fra loro No, è sufficiente che ogni datore di lavoro rediga il proprio piano di emergenza indipendente dagli altri piani No, poichè nello stesso edificio non possono mai coesistere più luoghi di lavoro facenti capo a titolari diversi 10 / 15 Con "carico di incendio specifico" intendiamo: potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali, espresso in MJ potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/m2 potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio riferito all'unità di superficie lorda di piano (MJ/m2), corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti 11 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di avvertimento intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo una segnaletica che prescrive un determinato comportamento un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 12 / 15 La rivelazione e la diffusione dell'allarme incendio possono essere demandate solo alla sorveglianza da parte degli occupanti Si, ove valutazione del rischio non evidenzi particolari e significativi rischi di incendio, a condizione che siano codificate idonee procedure finalizzate al rapido e sicuro allertamento degli occupanti in caso di incendio, da inserire nel piano di emergenza No, mai Si, solo se l'affollamento non supera i 10 occupanti 13 / 15 Il sistema d'esodo in un'attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l'evacuazione dall'incendio, il numero minimo di vie d'esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato Si, in funzione del rischio di incendio e dell'affollamento Si, in funzione del rischio di incendio No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo 14 / 15 La più bassa temperatura alla quale un combustibile liquido sviluppa vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende è definita Temperatura di infiammabilità Temperatura di combustione o accensione Temperatura di fusione 15 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, per "spazio calmo" intendiamo Uno spazio a "cielo libero" Un luogo in cui è permanentemente trascurabile il rischio d'incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere e ricevere assistenza per completare l'esodo verso luogo sicuro Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 49 1 / 15 Che cosa si intende per fattore δocc nell'individuazione del profilo di rischio Rvita: si intendono le caratteristiche prevalenti degli occupanti che sono classificate in 5 categorie, in base allo stato di veglia e di conoscenza del luogo si intendono le caratteristiche degli occupanti che per vulnerabilità sono più rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato (persone anziane, bambini, ecc) si intendono le caratteristiche degli occupanti che per numerosità e tipologia sono mediamente rappresentativi dell'attività svolta nell'ambito considerato 2 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, possono essere considerate ed utilizzate le scale portatili, gli ascensori e le rampe con grande pendenza (superior a 20 %) Si, sempre a condizione che il loro utilizzo sia indicato nel piano di emergenza No, Si, se la gestione dell'emergenza prevede una specifica struttura di supporto 3 / 15 Nell'ambito dell'organizzazione del sistema di esodo, le modalità di esodo da un'opera di costruzione possono essere diverse Si, esodo simultaneo, esodo per fasi, esodo orizzontale progressivo ovvero protezione sul posto No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti verso un luogo sicuro No, in caso di incendio gli occupanti devono spostarti obbligatoriamente tutti dal compartimento di primo innesco in un compartimento adiacente 4 / 15 Durante un incendio si possono avere difficoltà respiratorie a causa della riduzione del tasso di azoto nell'aria della riduzione del tasso di ossigeno nell'aria della presenza di idrogeno nell'aria. 5 / 15 La tubazione semirigida dei "naspi DN 25 (φ = 25 mm)" ha una lunghezza massima di 50 metri 30 metri 10 metri 6 / 15 Il monossido di carbonio (CO), che generalmente si sviluppa durante gli incendi in ambienti chiusi a causa della carenza di ossigeno: È una sostanza tossica che, combinandosi con l'emoglobina dei globuli rossi del sangue, impedisce all'ossigeno di raggiungere le cellule dell'organismo E' un gas asfissiante E' un gas che non comporta rischi per le persone 7 / 15 I principali effetti sull'uomo sono determinati dai prodotti della combustione, ovvero Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria), azione tossica dei gas, riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto Anossia (riduzione dell'ossigeno nell'aria) e azione tossica dei gas riduzione della visibilità per il fumo e azione termica del calore prodotto 8 / 15 Uno "spazio a cielo libero" può essere qualificato come "luogo sicuro" ai fini dell'esodo Si, se è collegato ad una pubblica via in ogni condizione di incendio e nel quale siano garantita la protezione delle persone dai prodotti della combustione, dal pericolo di crolli e sia di ampiezza sufficiente e contenere gli occupanti che lo impiegano nell'esodo No, mai Si, è sufficiente che sia collegato ad una pubblica via 9 / 15 La gestione della sicurezza antincendio (GSA) in esercizio deve comprendere Tutte le azioni previste negli altre due punti L'adozione e verifica periodica delle misure antincendio preventive, l'apposizione della segnaletica di sicurezza (divieti, avvertimenti, evacuazione,...), la verifica dell'osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed il controllo e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio e la compilazione registro dei controlli La preparazione alla gestione dell'emergenza, tramite piano di emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione dell'emergenza, esercitazioni antincendio e prove d'evacuazione periodiche e la gestione delle condizioni di maggior rischio (lavori di manutenzione, rischi di interferenza, disattivazione di impianti o sistemi di sicurezza, impiego temporaneo di sostanze o lavorazioni pericolose.....). 10 / 15 Lo smaltimento di fumo e calore d'emergenza ha la sola funzione di facilitare l'opera di estinzione dei soccorritori Si, No, anche di garantire che le vie di esodo siano libere dai prodotti della combustione durante l'evacuazione No, hanno lo scopo di impedire la realizzazione delle condizioni di flash over (incendio generalizzato) 11 / 15 Il Sistema di Esodo è L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro o permanere al sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini condizioni incapacitanti negli ambiti dell'attività ove si trovano L'insieme delle misure di salvaguardia della vita che consentono agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro, autonomamente o con assistenza, prima che l'incendio determini il crollo delle strutture Il percorso senza ostacoli al deflusso che consente agli occupanti di raggiungere un luogo sicuro dal luogo in cui si trovano 12 / 15 La gestione dell'emergenza deve essere oggetto di preparazione e prove periodiche Si, la gestione dell'emergenza deve essere preparata durante l'esercizio ordinario dell'attività e oggetto di specifiche prove periodiche No, non è necessario fare le prove periodiche è sufficiente che la pianificazione della gestione delle emergenze sia portata a conoscenza dei lavoratori No, in caso di emergenza gli addetti antincendio incaricati forniranno le istruzione e le procedure necessarie per gestire l'emergenza 13 / 15 Le porte EI "tagliafuoco" sono Misure di protezione passiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva non necessitano di alcuna azione (impiantistica o umana) Misure di protezione attiva in quanto, per esplicare l'azione protettiva necessitano di un intervento o un'azione (impiantistica o umana) Sono misure di prevenzione in quanto, la loro realizzazione consente di ridurre la frequenza di accadimento degli incendi 14 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di avvertimento, che avvisa che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che la via di esodo è a destra E' un cartello di salvataggio, che indica che a destra c'è una porta 15 / 15 In funzione della temperatura di infiammabilità i liquidi combustibili Vengono raggruppati in cinque classi: 1, 2, 3, 4 e 5 Vengono raggruppati in cinque classi: A, B, C, D ed F Vengono raggruppati in tre categorie: A, B e C Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0% L2 - Scheda 50 1 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), le vie di esodo previste in un luogo di lavoro devono essere di lunghezza limitata, in funzione del rischio di incendio dell'attività ? Si, a seconda del profilo di rischio dell'attività , le lunghezze possono avere valori massimi fra 20 e 70 metri No, solo i corridoi ciechi devono rispettare dei limiti di lunghezza massima in funzione del rischio di incendio No, le lunghezze delle vie di esodo, compresi i corridoi ciechi, possono essere di qualunque valore a prescindere dal rischio dell'attività 2 / 15 Gli estintori di classe A devono essere installati in modo da non superare le massime distanza di raggiungimento indicate nelle norme di prevenzione incendi Si, le massime distanze di installazione variano fra i 20 e 40 metri in funzione del rischio di incendio al quale sono esposte le persone (Rvita) No, poiché sono utilizzati dagli addetti antincendio devono essere posti in prossimità dei locali dove sono presenti gli addetti No, è sufficiente che siano collocati in un qualunque locale del luogo di lavoro 3 / 15 I presidi antincendio installati nei luoghi di lavoro per il controllo dell'incendio sono gli estintori d'incendio e gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) Solo gli estintori Solo gli impianti di protezione attiva contro l'incendio (es: rete idranti, impianti sprinkler …) 4 / 15 Secondo il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i punti di segnalazione manuale a servizio di un Impianto di Rilevazione e Allarme Incendio (IRAI) devono essere raggiungibili mediante percorsi compresi tra i 15 e i 30 m, individuati in relazione al rischio incendio devono essere posti in corrispondenza dell'uscita di esodo principale devono essere posti nella zona dove lavora il coordinatore degli addetti antincendio 5 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo un segnale che avverte di un rischio o pericolo un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo 6 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", il seguente cartello: È un cartello di divieto, che segnala il divieto di utilizzare acqua per spegnere le fiamme E' un cartello di prescrizione, che prescrive di non usare acqua per spegnere un fuoco E' un cartello di avvertimento, che avverte che è pericoloso utilizzare acqua per spegnere un fuoco 7 / 15 In un luogo con affollamento dell'ambito servito maggiore di 1000 occupanti, la larghezza della via di esodo verticali deve essere maggiore o uguale a 1200 mm (1,20 m) Si, a prescindere dal numero di vie di esodo disponibili No, la larghezza è definita dal progettista sulla base dell'affollamento e del numero di uscite Si, solo se in presenza di percorso di esodo unidirezionale (corridoio cieco) 8 / 15 Affinché la combustione abbia luogo è necessaria la presenza di una fonte di innesco, cioè: di una adeguata fiamma libera che, lambendo il materiale combustibile, dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio non per forza superiore all'energia di attivazione di una adeguata sorgente di calore che dia la necessaria energia per l'avvio dell'"incendio", che deve essere superiore all'energia di attivazione Di un adeguata percentuale di ossigeno nell'aria 9 / 15 Il calore radiante emesso da caminetti e stufe può innescare un incendio? Si, se il materiale investito dalla radiazione termica raggiunge la temperatura di accensione No, i materiali combustibili non possono ma essere innescati per irraggiamento del calore No, i materiali combustibili si innescano solo se a contatto diretto con fonti di calore 10 / 15 Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono: incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, ….) incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina ….) incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno ….) 11 / 15 Con limiti di infiammabilità di una sostanza (gassosa o allo stato aeriforme) si intende: le percentuali in volume di combustibile nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione le percentuali in volume di comburente nella miscela aria – combustibile entro le quali può avvenire la combustione la temperatura in corrispondenza della quale un liquido combustibile è in grado di emettere vapori in quantità sufficiente da formare con l'aria una miscela che, in presenza di innesco, si accende 12 / 15 Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto "Testo Unico Sicurezza Lavoratori", i cartelli di sicurezza di forma "rotonda", con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra, inclinata di 45°) rossi sono Segnali di avvertimento Segnali di prescrizione segnali di divieto 13 / 15 Nell'evoluzione di un incendio la fase di incendio generalizzato È caratterizzata dalla combustione di oggetti limitrofi alla zona di innesco con aumento rapido della temperatura e dell'energia di irraggiamento È caratterizzata dalla transizione da uno stato di incendio localizzato alla propagazione delle fiamme a tutto il volume disponibile, con brusco incremento della temperatura, raggiungimento del flash over (oltre 500°) e crescita esponenziale della velocità di combustione è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d'incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni 14 / 15 I principi di azione di spegnimento degli incendi (soffocamento, raffreddamento, ecc) sono gli stessi per tutti gli agenti estinguenti No, ciascun agente estinguente, generalmente, è in grado di esercitare in modo efficace solo alcune specifiche azioni di spegnimento Si, ogni agente estinguente agisce esercitando tutte le azioni di spegnimento allo stesso modo No, ciascun agente estinguente è in grado di esercitare esclusivamente una singola azione di spegnimento 15 / 15 Le misure di prevenzione, propriamente dette, sono tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione della probabilità /frequenza di accadimento dell'evento (impianti a regola d'arte, …) tutte le misure finalizzate alla riduzione del rischio incendio mediante la riduzione del danno conseguente all'evento (es: impianti antincendio, porte tagliafuoco, vie di esodo, …) Tutte le misure finalizzate al mantenimento del livello di sicurezza raggiunto nella progettazione della sicurezza antincendio del luogo di lavoro (manutenzione, controllo, sorveglianza, formazione, addestramento, pianificazione emergenza, e…. Il tuo punteggio èIl punteggio medio è 0%